Gli oligarchi dell’hip-hop

Ho scritto un pezzo sullo stato attuale del rap e delle sue megastar per l’Espresso, che ci teneva tanto. Aggiungendo anche un pizzico di paillettes a un genere altrimenti patologicamente omofobo. Di seguito il testo, per intero e senza estrogeni. Qui, il pezzo in edicola.

Dov’è finito il rap? Sembrerebbe una domanda oziosa, proprio mentre Jay-Z e Kanye West portano trionfalmente in Europa il tour del loro Watch the throne, una collaborazione che è l’equivalente hip-hop della fusione fra AOL e Time Warner, e Snoop Dogg arriva a Roma il 3 luglio. L’album, uscito l’anno scorso – è disco di platino negli Usa e ha ricevuto critiche positive. Eppure non riflette lo stato di salute di tutto un genere. Che anzi pare in fase di stallo, commerciale e artistico.

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Cameron Flop

Un Giubileo senza giubilo, quello di David Cameron. Più scuro del cielo sopra la regata sul Tamigi di domenica: a metà mandato, il premier britannico si ritrova con l’economia immobile come una sfinge, lo scandalo delle intercettazioni che lo aspetta al varco, l’isolamento crescente in Europa. Tanto che per la prima volta in due anni i laburisti potrebbero vincere davvero le elezioni e il vilipeso Ed Miliband essere un credibile Primo ministro. Continua a leggere “Cameron Flop”

Strategia dell’informazione

Un pezzo sulle “Nuove Brigate Rosse”, uscito nella sezione Comment is free del Guardian.

It was a moment straight out of an old television documentary: only it was coming from a 2012 Italian court. Last Tuesday in Milan, during the appeal hearing of 13 suspected members of a group linked to the New Red Brigades, one of the main suspects, Alfredo Davanzo shouted: “This is the right moment, ahead with the revolution, long live the revolution!”

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Elisabetta, prima e seconda

Sull’Espresso in edicola questa settimana, un pezzo che si interroga sul senso e sul futuro della monarchia britannica. Di seguito, la versione originale mentre, nel link che segue, quella edulcorata

Il giubileo di diamante di Elisabetta II è in pieno svolgimento e il 4 giugno prossimo un grande concerto pop con la direzione artistica di Gary Barlow (il ciccio bombo dei Take That, come fu a suo tempo impietosamente definito da Elio e le Storie Tese) avrà luogo davanti a Buckingham Palace, in mezzo a un tripudio di Union Jack. Sono passati ben 35 anni da quando, nel 1977, in occasione dello stesso giubileo, allora d’argento, John Lydon (in arte Rotten) e i suoi Sex Pistols le dedicarono un’assai personale rilettura dell’inno nazionale. Con buona pace degli sberleffi del punk la regina è ancora lì, più amata che mai, mentre l’anarchico Lydon è finito a reclamizzare il burro in TV. Continua a leggere “Elisabetta, prima e seconda”