Mi estinguo, dunque mi ribello III

Londra, Extinction Rebellion in piazza

Quinto giorno di mobilitazione londinese di Extinction Rebellion, o semplicemente Xr, movimento militante ecologista nel pieno di un’ondata di azioni di disturbo/protesta che punta a paralizzare la capitale. Finora il clima nei blocchi stradali e nei presidi era quello di un festival controculturale, risoluto ma rilassato nelle proprie rivendicazioni. L’idillio fra polizia e manifestanti sembrava tuttavia dileguarsi ieri quando la polizia cominciava a rimuovere di peso i dimostranti accampati a Oxford Square.

Solo ieri gli arresti sono stati 120, portando il totale a circa settecento. Le immagini di giovedì circolate nei social media che ritraevano agenti in abbigliamento ad alta visibilità che ballavano con i manifestanti – per tacere di quelli che andavano sullo skateboard – devono aver destato orrore nei custodi dell’ortodossia e dell’ordine pubblico, provocando un giro di vite della polizia. Trecento agenti sono confluiti nella piazza e hanno circondato il vascello rosa che fa da palcoscenico al presidio: alcuni di loro rimuovevano con attrezzi le persone che si erano incollate – tecnica ampiamente utilizzata da Xr in questi giorni – allo scafo, prima di smantellare lo scafo stesso.

A livello istituzionale è invece un botta e risposta fra ruoli e incarichi. Alle dichiarazioni stizzite del ministro dell’interno Javid – la polizia deve fare uso di tutta la forza della legge, aveva detto – ha ieri fatto eco quella della capa della polizia Cressida Dick. In polemica con Javid è il sindaco di Londra Sadiq Khan. Entrambi sotto attacco dalla stampa parruccona sul caos inflitto dagli ecolunatici ai 500mila onesti lavoratori che lottano – soprattutto nella City – per portare a casa la pagnotta, i due hanno cominciato un deprimente scaricabarile sulla gestione della polizia, con Khan che ha accusato il governo per i tagli all’organico di Scotland Yard, «invitandolo» a coprire il conto salato della gestione della protesta a Londra. A sua volta, Khan è sotto accusa da parte dei ranghi più bassi della polizia e da alcuni rappresentanti degli imprenditori, giacché le sue dichiarazioni solidali al gruppo di disobbedienza civile ne avrebbero «aggravato» le proteste. L’annunciata paralisi dei voli a Heathrow – dove solo nella giornata di ieri c’erano una media di 250mila passeggeri in movimento – per la pausa pasquale tanto paventata dalle autorità, invece non c’è stata. Al suo posto, la tutto sommato timida incursione di studenti poco più che ventenni sulla strada che congiunge i terminal due e tre con uno striscione su cui si leggeva: «Siamo noi l’ultima generazione?». Non abbastanza per alzare la barra del confronto e c’è da temere che senza qualche altra azione eclatante il culmine della visibilità mediatica sia stato superato.

Nel frattempo a portare ai manifestanti la propria solidarietà, ecologismo e miglia aeree, arrivava a Oxford Circus Emma Thompson. L’attrice britannica ha tenuto un appassionato discorso ai presenti su quanto messo male è il nostro pianeta dopo un volo da Los Angeles di oltre 8mila chilometri.

(il manifesto, 20/04/19)

 

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Autore: leonardo clausi

Si tratta di prendere Troia, o di difenderla.

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