Talking Head con gli amici di PBNE

 

Bello affacciarsi anche solo digitalmente dal lockdown per chiacchierare con Angelo Boccato e Alessandro Mariscalco nel loro Post Brexit News Explosion, un podcast e canale youtube dedicato alle notizie dal Regno Unito. Qui le interviste precedenti, all worth a watch.

Gran Bretagna 01/01/0000

La festa Brexit venerdì sera a Londra; in basso la protesta di Led by Donkeys

Ieri era il giorno uno dell’anno zero della Gran Bretagna “post”-Brexit. Il momento, ugualmente agognato e temuto da quattro anni, che ha richiesto tre primi ministri, due tornate elettorali, infinite negoziazioni, è alfine venuto venerdì sera alla mezzanotte, ora di Bruxelles.

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La carriera solista

Tradizione vuole che dopo molti anni di rapporti travagliati nella band, il cantante/chitarrista – sovente l’ego più grosso – lasci per iniziare un’ambiziosa carriera solista. È quello che è successo ieri sera a mezzanotte, ora di Bruxelles: come John Frusciante dai Red Hot Chili Peppers, la Gran Bretagna è uscita dall’Unione Europea. Dopo quarantasette anni di dischi e tour assieme è la cerimonia degli addii.

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Intervista a Paul Mason sul Labour post-Corbyn

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Paul Mason è un giornalista, autore e commentatore politico inglese. È stato caporedattore economia a Channel 4 News e alla Bbc. Il suo ultimo libro è Il futuro migliore, edito in Italia da Il saggiatore. Gli abbiamo chiesto un commento a freddo sulla sconfitta del partito laburista e sul futuro della leadership al crocevia Brexit.

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Estinguere i ribelli

Azione di protesta di Extinction Rebellion all’aeroporto di Heathrow a Londra

Terroristi, anzi no. Extinction Rebellion (Xr), il gruppo di disobbedienza civile protagonista di una serie di spettacolari blocchi del traffico in varie zone centrali di Londra nei mesi scorsi, era stato catalogato lo scorso novembre come «ideologia estremista» dalle unità antiterrorismo dell’Inghilterra meridionale.

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Niente Erasmus, siamo inglesi

Londra, proteste degli studenti Erasmus

L’elogio della follia tessuto nella Gran Bretagna dell’era Brexit fa la sua prima illustre vittima. Il progetto omonimo, l’ormai leggendario programma d’interscambio accademico che continua a formare generazioni di studenti europei offrendo loro un’indispensabile esperienza di studio e ricerca in un Paese altro da quello di provenienza, scompare dall’orizzonte degli studenti britannici.

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Hard Rock Brexit

Boris Johnson ieri in parlamento

Il risveglio è peggio dell’incubo. L’accordo di uscita targato Boris Johnson che finalmente anima il golem Brexit è stato votato ieri pomeriggio dal parlamento britannico con una maggioranza massiccia e definitiva di 124 voti (358 a 234). Da un parlamento tutto nuovo, epurato di remainer multipartisan sostituiti da un’armata di neodeputati conservatori che, espugnando le roccaforti ex rosse del nord, ha riscritto la storia sociale del paese.

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Cronaca postuma di una catastrofe IV

Jeremy Corbyn

Dopo i saluti, le scuse. It’s sorry time, mentre il prossimo 7 gennaio si riapre la corsa alla leadership Labour. Dalle colonne dell’unico Daily a lui non ostile e che flirta a capo scoperto con la leggibilità, il Mirror, domenica Jeremy Corbyn ha vergato di suo pugno una richiesta di perdono. I quasi sessanta seggi persi nel nord, prossimi ad accogliere i neodeputati conservatori scesi in massa ieri a Londra per installarvisi, glielo imponevano.

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