England vs Italy: an afterthought

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After the last few days’ flagweaving hangover (with more to come); after watching like so many others the game the other night; and lastly, after observing once again the undeniable inability to reach world-level quality by the English team – whose lacklustre performance not even the admirable heart and dedication to the cause of victory, nor the advent of a reasonably paid national coach could redeem – a consideration dawned on the perfectly football-ignorant person that I am: what if, after all, the problem rested with the fact that England is a small – numerically speaking – nation? Continua a leggere “England vs Italy: an afterthought”

Gli oligarchi dell’hip-hop

Ho scritto un pezzo sullo stato attuale del rap e delle sue megastar per l’Espresso, che ci teneva tanto. Aggiungendo anche un pizzico di paillettes a un genere altrimenti patologicamente omofobo. Di seguito il testo, per intero e senza estrogeni. Qui, il pezzo in edicola.

Dov’è finito il rap? Sembrerebbe una domanda oziosa, proprio mentre Jay-Z e Kanye West portano trionfalmente in Europa il tour del loro Watch the throne, una collaborazione che è l’equivalente hip-hop della fusione fra AOL e Time Warner, e Snoop Dogg arriva a Roma il 3 luglio. L’album, uscito l’anno scorso – è disco di platino negli Usa e ha ricevuto critiche positive. Eppure non riflette lo stato di salute di tutto un genere. Che anzi pare in fase di stallo, commerciale e artistico.

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Cameron Flop

Un Giubileo senza giubilo, quello di David Cameron. Più scuro del cielo sopra la regata sul Tamigi di domenica: a metà mandato, il premier britannico si ritrova con l’economia immobile come una sfinge, lo scandalo delle intercettazioni che lo aspetta al varco, l’isolamento crescente in Europa. Tanto che per la prima volta in due anni i laburisti potrebbero vincere davvero le elezioni e il vilipeso Ed Miliband essere un credibile Primo ministro. Continua a leggere “Cameron Flop”