The Nasty Party is back

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Ieri a Halifax, nello Yorkshire, Theresa May ha presentato il programma elettorale del partito conservatore per le politiche, l’8 giugno prossimo. Fin dall’annuncio choc di queste elezioni in una mossa da guerra lampo, tre settimane fa, era andata ripetendo con regolarità da umanoide lo stesso slogan sulla leadership «forte e stabile», necessaria a guidare il Paese attraverso le forche caudine del negoziato Brexit.

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Labour: Old is the new New

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Dopo la falsa partenza della scorsa settimana – una fuga di notizie ne aveva anticipato i contenuti – ecco in tutto il suo socialistico fulgore la versione definitiva e ufficiale del manifesto del partito laburista per le elezioni politiche del prossimo 8 giugno, che il partito è stato finora il primo a presentare.

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Comrade Jeremy

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Jeremy Corbyn è un po’ l’uomo che cadde su Westminster: un alieno colpevole di non avere nulla dell’arrogante accondiscendenza che scorre di solito tra quegli scranni – di cui Theresa May ha dato particolare sfoggio in queste ultime ore – e che per questo viene regolarmente sbeffeggiato.

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Elezioni politiche 2017: Intervista a Tim Bale

Tim Bale è Professor of Politics presso la Queen Mary University of London, ha scritto libri sui partiti conservatore e laburista e collabora con varie testate tra cui Bbc, Guardian, Financial Times.

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L’impero salvato dai ragazzini

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La Gran Bretagna ha una storia recente assai più presentabile di quella del resto d’Europa: niente fascismo (o quasi), niente lager, niente gulag, nessun rischio rivoluzionario. Anzi: due guerre mondiali vinte, e la seconda inequivocabilmente dalla parte della ragione, quella del «mondo libero».

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