Andata al passato

La campagna per le politiche anticipate del prossimo 12 dicembre è ufficialmente partita ieri dopo esserlo stata ufficiosamente da settimane, se non da mesi. Premier da novanta giorni – ieri usciva dalla porta girevole di Downing Street senza sapere se vi farà ritorno – e già ex, quello di Boris Johnson non poteva essere debutto elettorale meno propizio. Bersagliato da una pioggia di tegole mediatiche, ieri è andato dalla sovrana come vuole la consuetudine dello scioglimento del parlamento.

Continua a leggere “Andata al passato”

Sospesi e offesi

Fioccano le reazioni alla notizia tellurica della cosiddetta prorogation (sospensione) del parlamento da parte del premier Boris Johnson.

Continua a leggere “Sospesi e offesi”

The horror, the horror…

Un esagitato Boris Johnson durante il discorso d’esordio come primo ministro

Gli amanti dell’horror apprezzeranno particolarmente il rimpasto di governo del neoinsediato primo ministro britannico Boris Johnson. Soprattutto quando si ha Halloween – il 31 ottobre prossimo – come data ultima per l’uscita senza accordo dall’Ue. Come anche quelli dell’arte circense: questa stessa data, leader e compagine da lui appena partorita senza doglia alcuna, fanno infatti pensare anche a Phineas Barnum, lo sfruttatore delle deformità altrui, che dava in pasto al pubblico nel suo circo facendoci sopra i soldi.

Continua a leggere “The horror, the horror…”

Brexit? In fondo a destra

Nigel Farage e Annunziata Rees-Mogg al lancio del Brexit Party

Dopo giorni di colloqui inconcludenti, John McDonnell, cancelliere ombra dello scacchiere e sodale politico di Jeremy Corbyn, ha definito «positivo» e «costruttivo» il dialogo con i Tory David Lidington e Michael Gove per sbloccare la paralisi parlamentare su Brexit. In discussione la parte “leggera” dell’accordo, la cosiddetta dichiarazione politica, una sessantina di pagine prive di valore legale che abbozzano l’assetto dei futuri rapporti commerciali fra le parti. Gli incontri continueranno nell’arco dei prossimi dieci giorni.

Continua a leggere “Brexit? In fondo a destra”

Brexit means agony

Come volevasi, l’atteso e disatteso sequel della trilogia di Theresa May, Voto Significativo 3, è stato un flop come i precedenti. In una giornata assolata e tuttavia plumbea, complice anche il fatto che proprio ieri cadeva la scadenza originale fissata dalla premier per l’uscita dall’Ue (ai bei tempi, quando ancora ripeteva cibernetica «Brexit significa Brexit»), la camera degli imputati ha rigettato per la terza volta l’accordo. Non uno sganassone come i precedenti, ma pur sempre un’inequivoca sberla, 58 voti di scarto.

Continua a leggere “Brexit means agony”

Barcolla, ma molla

Barcolla, ma mollerà. Theresa May potrebbe intravedere – e, con ella, noi tutti – la linea del traguardo del Brexit-strazio. Quella del suo deal, al quale è incatenata. Per farlo ha finalmente promesso che lascerà la carica prima della seconda fase dei negoziati con l’Europa (a luglio, sembrerebbe), ammesso che il boccone del suo accordo della discordia venga finalmente inghiottito da Westminster.

Continua a leggere “Barcolla, ma molla”

La Brexiteide, poema poco epico.

Nella Brexiteide (poema prosaico, narra le gesta di una nazione che lascia un continente senza avere la minima idea di come si faccia pur di dirigersi lesta verso una destinazione ancora ignota) i momenti cruciali sono ormai routine.

Continua a leggere “La Brexiteide, poema poco epico.”