Superiori maddechè

Oggi, per i tipi di un’oscura casa editrice alternativa, esce questo libro, da me indegnamente tradotto e la cui autrice ho intervistato per l’Espresso mesi fa. L’ho anche recensito per il numero corrente del vetusto Political Quarterly. Vista la rapidità con cui l’occidente liberale si sta ritrasformando in una tana di fascisti (uso il termine come metonimia di una serie di altre cose brutte assai), mi è parso sacrosanto cercare di dargli tutta la visibilità possibile, compatibilmente con le mie flebili facoltà. Sul libro ho le mie riserve naturalmente, e se avrò modo di esprimerle ne troverete qui le tracce. Intanto, qui sotto la recensione per il PQ.

Continua a leggere “Superiori maddechè”

Rule Brexitannia!

Nei quasi tre anni che ci separano dal 23 marzo 2016, la squassante virulenza con cui la British exit si è abbattuta sulla Gran Bretagna – scavando un fossato nelle famiglie, nelle coppie e nella società in generale, rimescolandone pubblico e privato e riscoprendo una dimensione politica del reale in realtà mai venuta meno – ha prodotto un gettito di lavori che cercano di descrivere, analizzare, criticare quello che è evidentemente uno psicodramma identitario collettivo.

Continua a leggere “Rule Brexitannia!”

We need good politics, not only good politicians

Review of The Good Politician. Folk Theories, Political Interaction, and the Rise of Anti-Politics, by Nick Clarke, Will Jennings, Jonathan Moss, Gerry Stoker. Cambridge University Press. 309 pp. £21.99.

Even by the poised and collected standards of the best Anglo-American political thought, the very title of this book sounds alarming. That is because it investigates an equally alarming—if somehow unsurprising—state of affairs which, in the liberal-democratic West, is looking increasingly like the most complete bankruptcy of representative democratic politics since the Second World War.

Continua a leggere “We need good politics, not only good politicians”

L’invenzione della nazione

1961_420x620-420x620

Non c’è pace tra le solenni pareti del Foreign Office. Come se non bastassero le violente reazioni di Putin alle ultime russofobe esortazioni del titolare degli esteri Boris Johnson a protestare contro l’ambasciata russa a Londra per i bombardamenti in Siria e il governo che rischia una crisi parlamentare su questioni relative al Brexit, ieri il ministero degli esteri britannico ha dovuto perfino misurarsi con una piccata nota dell’ambasciatore italiano Pasquale Terracciano.

Continua a leggere “L’invenzione della nazione”

The digital mess we’re in

social-media-icons-hanging-from-blue-string

Political Turbulence: How Social Media Shape Collective Action, by Helen Margetts, Peter John, Scott Hale and Taha Yasseri. Princeton University Press. 304pp. £19.95.

Whenever asked to comment on contemporary events, it’s usually historians, rather than social scientists, who tend to suffer from what one might call an epistemological twitch: they strive to demonstrate that what is happening now has already – mutatis mutandis and with all the specificities of the epoch – happened before. A good part of their intellectual prowess is devoted to uncover this sometimes uncomfortable truth, so effectively camouflaged under the patina of the ‘new’. This has a collateral effect: the 
underlying, unobserved assumption that – whatever the phenomenon being analysed – its deceitful novelty is bound to beach like an agonising whale onto the ever-suspect, ideological shores of ‘it’s always been like this’, or, ‘it happened before’.
Continua a leggere “The digital mess we’re in”