Il pavone Ken Livingstone

È una «tempesta perfetta» quella che si è scatenata nel partito laburista, sul suo scomodo leader, Jeremy Corbyn, e sul principale alleato di questi, Ken Livingstone.

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No country for young refugees?

Presso la stazione ferroviaria di Liverpool Street, nell’East End londinese, da qualche anno sorge un piccolo memoriale in bronzo dell’artista Frank Meisler: cinque figure di bimbi con rispettivi bagagli, appena scesi dal treno e in attesa di qualcuno che li accolga. Sono i bambini del Kindertransport, il programma di evacuazione nel Regno Unito dei figli di famiglie ebree vittime della Shoah provenienti dal Reich organizzato da Sir Nicholas Swinton, lo Schindler britannico.

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Amnesty international Uk per Giulio Regeni

Amnesty International Uk si attiva per la vicenda Regeni. Venerdì pomeriggio a Cambridge, città nella cui università studiava il dottorando italiano, si terrà un raduno affinché il governo britannico eserciti la dovuta pressione sul brutale regime di Abdel Fettah el-Sisi per indurlo finalmente a gettar luce sulle responsabilità della sparizione e omicidio di Giulio, scomparso lo scorso 25 gennaio e il cui corpo torturato fu rinvenuto il successivo 3 febbraio. La sua non è che una delle morti e sparizioni che con tragica assiduità caratterizzano la dittatura militare sin da prima che el-Sisi si impadronisse del potere.

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Zaha Hadid, 1950-2016

Non è solo la politica ad aver avuto la sua “lady di ferro”: in architettura l’appellativo spetta altrettanto di diritto a Zaha Hadid, scomparsa in un ospedale di Miami all’età di 65 anni per attacco cardiaco. Non soltanto perché “Hadid”, in arabo, significa proprio ferro, o perché il suo lavoro sia stato spesso al centro di dibattiti, talvolta infuocati: ma perché lei era un po’ il contrario dei suoi edifici, così insofferenti alla staticità e intrappolati in un fermo immagine sempre sul punto di lasciarseli sfuggire.

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D’elusione fiscale

La wikileaks che ha colpito i server della Mossack Fonseca, lo studio legale con sede a Panama specializzato nell’aiutare i milionari globali dell’un per cento a imboscare i propri redditi, leciti e non, per eludere ed evadere le tasse, continua a provocare il serio imbarazzo di David Cameron, l’unico primo ministro di un vasto stato europeo a essere stato finora chiamato in causa dalla pubblicazione di dati.

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Should we stay or should we go

La campagna referendaria prosegue febbrile, l’approssimarsi del 23 giugno, data in cui la Gran Bretagna voterà il referendum sulla sua permanenza nell’Unione Europea, porta con sé foschi presagi per Remain, il “partito” a favore di quest’ultima. Continua a leggere “Should we stay or should we go”