Il venerdì maledetto

«Derry Tonight. Absolute madness» è il tweet della talentuosa giornalista di Belfast Lyra Mckee pubblicato quattro minuti prima che un proiettile vagante sparato contro la polizia da dissidenti repubblicani negli scontri di Creggan, Londonderry, la colpisse alla testa, uccidendola.

 

L’omicidio, imputato alla New Ira, ha immediatamente suscitato un profluvio di cordoglio via social media. Alle commosse reazioni della compagna, delle persone care, dei colleghi, si mescolavano quelli delle varie personalità politiche irlandesi, nordirlandesi, britanniche ed europee. Theresa May, ultimamente latitante dalle prime pagine dei giornali, non ha ancora formulato nessun commento politico circa le implicazioni di questo omicidio che completasse quelli di condanna e cordoglio.

Adesso il tenore generale è risoluta condanna, ma anche nel segno del monito/invito a non riaprire un fronte di violenza che destabilizzerebbe di nuovo la regione.

La morte della giovane cade in un momento straordinariamente delicato, con gli animi nazionalisti da ambo le parti già ben più che accesi. Il trattato del venerdì santo stipulato grazie a Tony Blair nel 1998 su cui poggia il sempre più fragile edificio della pace, della condivisione del potere e della cessazione dei troubles, ha ricevuto a distanza di ventuno anni precisi un colpo molto duro. Il ritorno del settarismo violento si riaffaccia terribile nella vita della generazione – per usare un’espressione della stessa McKee che, ventinovenne, ne faceva parte – «del dopo il cessate il fuoco».

Il giornalismo investigativo di McKee l’aveva portata a studiare il tasso di suicidi tra i suoi coetanei: più alto che altrove. Pur essendo nati in un periodo di assenza di violenza, crescere su un suolo bagnato di sangue fratricida è risultato impossibile a molti per i traumi del passato. Carsici fino adesso, questi traumi tornano ora ampiamente in superficie. Un’altra, grave complicazione alla tenuta di un’unione mai messa così a dura prova nella sua storia recente.

È ancora presto per quantificarne l’impatto sulla delicata questione del confine fra Repubblica d’Irlanda/Ue e la Gran Bretagna impantanata in una Brexit senza fine. Occorrerà uno strenuo, corale intento pacificatore per impedire a queste pericolose faville di incendiare di nuovo la regione. Altrimenti l’absolute madness che ha ucciso Mckee tornerà a imperversare per le strade nordirlandesi.

(il manifesto, 20/04/19)

 

Annunci

Autore: leonardo clausi

Si tratta di prendere Troia, o di difenderla.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...