Keep chaos and carry on

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Keep chaos and carry on. Così si chiama la pratica di training autogeno che Theresa May brevetterà dopo aver lasciato la politica. Continua a leggere “Keep chaos and carry on”

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L’arte della fuga

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Nessun agnello può posticipare la propria andata al macello. Ma ieri, in un altro succulento capitolo della telenovela Brexit, Theresa May – che agnello non è – ha fatto proprio questo.

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Il Tao del Labour

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Nel dibattito in aula seguito alla presentazione della famigerata bozza di accordo con l’Ue sulla British Exit, Jeremy Corbyn – ormai padrone indiscusso di quella pratica che Trotskij definiva il parliamentary cant, la (menzognera e ipocrita) retorica parlamentare – ha vigorosamente attaccato il governo May giurando che non voterà mai a favore di quella bozza di accordo, definendola abborracciata, inconcludente e soprattutto contro gli interessi del popolo britannico.

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L’accordo della discordia

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Se ieri mattina Theresa May si è svegliata più leggera, era perché il suo governo aveva appena perduto due ministri chiave e stava per perderne altri sei. La notte, infatti, porta consiglio. E a volte dimissioni.

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Futuro al ritorno

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Nel discorso con cui Jeremy Corbyn ha concluso la tre giorni congressuale del partito a Liverpool c’erano gli elementi principali che hanno contraddistinto il ritorno del Labour a se stesso nei tre anni da che ne ha preso rocambolescamente le redini: la lotta alla disuguaglianza, alla catastrofe ambientale, alla disoccupazione, alla colpevole passività del Paese nei confronti del problema palestinese (di cui è tutto sommato corresponsabile) e – elemento, questo, del tutto nuovo – al suo tradizionale ruolo ancillare nei disastri statunitensi in politica estera.

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Rifarendum?

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Temperatura Brexit sempre al calor bianco in Gran Bretagna. Più che mai dopo la distratta sufficienza con cui le proposte di Theresa May per un’uscita cerchiobottista del paese dall’Ue – il cosiddetto «accordo Chequers» (dal nome della residenza estiva dei Primi ministri britannici: manterrebbe il Paese allineato con gli standard europei su merci e generi alimentari) -, sono state accolte dai 27 al summit di Bruxelles della scorsa settimana. Continua a leggere “Rifarendum?”

Skripal: identificati i sicari, anzi no

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Con meticolosa puntualità e all’unisono con il Parlamento, riunito ieri per la prima volta dalla pausa estiva, ecco piombare la novità nelle indagini sullo spinoso – e spionistico – caso Skripal. Continua a leggere “Skripal: identificati i sicari, anzi no”