The Socialist Manifesto

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Il Leader Laburista Harold Wilson, due volte primo ministro, nel 1960/70 e nel 1974/76

Nella debita bagarre mediatica, ieri hanno cominciato a circolare copie del programma elettorale del partito laburista, che avrebbe dovuto essere presentato la prossima settimana. Un leak avvenuto in sincronica coincidenza con il cosiddetto Clause V meeting, la riunione in cui i vertici approvano il manifesto elettorale, tenutasi nel pomeriggio.

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Labour local elections 2017: incassare e ripartire

Il giorno dopo la legnata elettorale delle amministrative, che ha visto il partito laburista perdere circa 350 seggi consiliari contro un + 500 dei Tories, è già ricominciata la campagna per le prossime politiche dell’8 di giugno. Continua a leggere “Labour local elections 2017: incassare e ripartire”

Corbyn incassa la sveglia delle amministrative

corbynIl risultato della prima tornata di elezioni amministrative del 2017 in Inghilterra, Galles e Scozia torna a essere in linea con i sondaggi, confermando l’avanzata sostanziale dei tories a spese di Labour e soprattutto Ukip – spazzato via – con i Libdem rimasti più o meno dov’erano.

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Aridaje Ggeremi

Il congresso annuale del Partito laburista, che si apre oggi a Liverpool, dovrebbe confermare quello che ci si aspetta ormai da mesi: il secondo avvento di Jeremy Corbyn, il leader eletto a furor d’iscritti e clamorosamente sfiduciato da una consistente fetta di deputati subito dopo la deflagrazione Brexit. Le aspettative sono che rivinca la leadership almeno con lo stesso margine di un anno fa. Continua a leggere “Aridaje Ggeremi”

Il leader dimezzato

Con i due principali partiti senza un leader in servizio permanente effettivo – David Cameron che si è gettato sulla sua spada, Jeremy Corbyn con la pistola puntata alla tempia dai suoi stessi compagni di partito – la Gran Bretagna comincia un lungo e sofferto addio al bipolarismo, alla governabilità e alle gioie dell’uninominale secco. Per Corbyn, quella di ieri è stata una giornata di passione e d’indicibile pressione.

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George mani di forbice

Il cancelliere George Osborne, ministro delle finanze in carica e architetto principale dell’austerità, è anche un po’ primo ministro in pectore: una volta fattosi da parte David Cameron (ritiro già annunciato prima delle elezioni del 2020), né la filoxenofoba Theresa May agli interni, né il giullaresco sindaco di Londra Boris Johnson al momento paiono rivali davvero temibili, anche perché la crescita dell’economia del paese — calcolata dall’Office for budget responsibility (OBR) al 2.4% nel 2015 e 2016 — sostiene egregiamente il consenso del partito presso le classi medie del sud dell’Inghilterra, da sempre zoccolo duro dell’elettorato conservatore.

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Contro la svolta austeritaria

Gli stu­denti bri­tan­nici sono scesi ancora una volta in piazza per riven­di­care il diritto allo stu­dio, sotto assalto come mai prima da parte del governo con­ser­va­tore in carica. La mani­fe­sta­zione, orga­niz­zata ini­zial­mente dai mem­bri della Natio­nal Cam­paign Against Fees and Cuts, ha finito per rice­vere l’adesione di molte altre orga­niz­za­zioni stu­den­te­sche sulla scia delle tagli dra­co­niani e degli aumenti inso­ste­ni­bili delle tasse uni­ver­si­ta­rie det­tati dall’agenda «auste­ri­ta­ria» dei Tories.

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