White paper, white noise

Il libro bianco – inteso come sorta di dépliant programmatico ufficiale a fini illustrativi – del governo May sulla negoziazione dell’uscita dall’Ue è stato trionfalmente presentato ieri alla Camera dei Comuni dal Brexit secretary David Davis. In tutto 77 pagine, previa introduzione della premier, che contengono i temi e gli obiettivi, dodici in tutto, da cominciare a discutere con la controparte europea alla fine di marzo, secondo la tabella di marcia fissata dalla stessa May.

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Richard Seymour on Jeremy Corbyn

Richard Seymour è un saggista politico, attivista e blogger nordirlandese trapiantato a Londra. Ha scritto, tra gli altri, due libri sul fenomeno Corbyn, entrambi pubblicati da Verso: Corbyn: The Strange Rebirth of Radical Politics e Corbyn: Against All Odds, quest’ultimo uscito immediatamente dopo il fallito tentativo da parte dei parlamentari laburisti di destituire il leader. Il suo blog si chiama Lenin’s Tomb.

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Mayday, Mayday

Theresa May non ha avuto nemmeno il tempo di scegliere i colori delle tende, i trasportatori sono già arrivati. Col marito banchiere s’installerà stasera a 10 Downing Street dopo aver fatto visita alla regina per espletare la trafila del passaggio di consegne. Anzi, dello scettro, vista la sua nomina per acclamazione bypassando la volontà dei membri del partito. I quali, se costei non si fosse inaspettatamente ritirata, si sarebbero potuti incaponire ad eleggere la cripto-filo-Ukip Andrea Leadsom, col risultato di rinverdire la reputazione dei Tory come del “nasty party”, il partito maligno.

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L’aquila spennata

Nella Gran Bretagna post-Brexit le porte girevoli della leadership non si fermano un attimo. Ieri, proprio mentre Angela Eagle annunciava la propria sfida alla leadership del partito laburista, la sua omologa tory, Andrea Leadsom, convocava improvvisamente una conferenza stampa per ritirare la propria, consentendo così a Theresa May di diventare premier.

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La trista Theresa

Nell’ultimo coup de théâtre di una temperie politica post-referendaria a dir poco tumultuosa, Andrea Leadsom ha annunciato ieri a sorpresa il suo ritiro dalla corsa alla leadership conservatrice, aprendo di fatto la strada all’installazione della rivale Theresa May a 10 Downing Street.

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La società liquidità

I pretoriani del leave lo avevano chiamato «project fear», e non senza cogliere in parte nel segno. Le turbolenze economiche dell’epocale decisione di uscire dall’Ue dopo 40 anni si stanno manifestando, anche se non con la virulenza paventata dal cancelliere Osborne. Il quale, di concerto con il governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney – canadese, ex Goldman Sachs – aveva preso le sue contromisure, a differenza di certi suoi colleghi di partito scioltisi come neve al sole. Continua a leggere “La società liquidità”