Manchester e la convivenza col terrore

Il professor Roger Griffin insegna storia moderna presso la Brookes University di Oxford ed è ampiamente riconosciuto come uno dei massimi esperti delle dinamiche socioculturali del fascismo. Ultimamente ha deviato lo sguardo della sua ricerca su varie forme di fanatismo religioso e sul terrorismo contemporaneo e il loro impatto sulla modernità.

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The Nasty Party is back

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Ieri a Halifax, nello Yorkshire, Theresa May ha presentato il programma elettorale del partito conservatore per le politiche, l’8 giugno prossimo. Fin dall’annuncio choc di queste elezioni in una mossa da guerra lampo, tre settimane fa, era andata ripetendo con regolarità da umanoide lo stesso slogan sulla leadership «forte e stabile», necessaria a guidare il Paese attraverso le forche caudine del negoziato Brexit.

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Labour local elections 2017: incassare e ripartire

Il giorno dopo la legnata elettorale delle amministrative, che ha visto il partito laburista perdere circa 350 seggi consiliari contro un + 500 dei Tories, è già ricominciata la campagna per le prossime politiche dell’8 di giugno. Continua a leggere “Labour local elections 2017: incassare e ripartire”

My Farage for a Peerage

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Aumenta la pressione sul governo conservatore guidato da Theresa May, e non solo in riferimento alla saga Brexit. L’elezione di Donald Trump rappresenta un’incognita che va ben oltre la delicata transizione del Regno Unito fuori dell’Ue, per la quale finora May, nonostante plurimi sforzi per dissimularlo, non sembra aver ancora un piano definito.

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La spedizione dei Miller

Theresa May ha ricevuto il suo primo ceffone politico da quando si è insediata al numero dieci di Downing Street. Gliel’ha vibrato Lord Thomas of Cwmgiedd, giudice della High Court, che ha deciso che soltanto il parlamento potrà attivare l’articolo 50 del trattato di Lisbona, la via d’uscita legale del paese dall’Ue che a sua volta metterà in moto la famigerata Brexit.

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L’Amber Jovinelli

Con il proclama «ungherese» sfoderato martedì durante il congresso dei Tories appena concluso a Birmingham, la neoministra dell’interno Amber Rudd ha provocato un vespaio. Nel tentativo di apparire risoluta nell’accogliere lo scontento per i flussi migratori condensatosi nella Brexit, Rudd ha annunciato che le imprese nazionali saranno tenute a pubblicare liste con i nomi dei propri lavoratori stranieri nei propri libri paga.

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