Donald Trump a Londra (I)

Nemmeno s’era aperto il carrello per atterrare a Stansted nella visita di Stato di tre giorni, che già Donald Trump faceva dono all’umanità di un altro dei suoi cinguettii sibilanti. Nella fattispecie ne era destinatario Sadiq Khan, sindaco della capitale nella quale si apprestava ad atterrare, definito dall’impresario della compagnia di giro che è diventata la presidenza degli Stati uniti «un gelido sfigato».

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Arcore, New York e lo spirito del mondo

Nei primi anni Settanta, prima che il birro Rudolph Giuliani la “ripulisse” a colpi di lanciafiamme e carte di credito, New York assomigliava alla Detroit di oggi: una città fantasma con i suoi fantasmi – tossicodipendenti, disoccupati/e, prostitute/i, senzatetto. Il comune era alluvionato di debiti – Roma in my mind– incapace di pagare gli stipendi, a un passo dal fallimento (default).

(continua)

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‘Made in Italy’ Right wing: anticipatory and shameful

Brexit in America? Supertrump just did it. Liberal, progressive, identity politics-obsessed America should face it, regroup, and antagonise it. A little soul-searching in the so-called left-wing moderates won’t do any harm either: the antiphon hammered for so long that the class conflict had been superseded, alongside the categories of left and right, has just been dramatically contradicted. The society of spectacle of course played its part.

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Supertrump

Brexit in America. (Grazie a Ms Cruillas per la segnalazione)