The horror, the horror…

Un esagitato Boris Johnson durante il discorso d’esordio come primo ministro

Gli amanti dell’horror apprezzeranno particolarmente il rimpasto di governo del neoinsediato primo ministro britannico Boris Johnson. Soprattutto quando si ha Halloween – il 31 ottobre prossimo – come data ultima per l’uscita senza accordo dall’Ue. Come anche quelli dell’arte circense: questa stessa data, leader e compagine da lui appena partorita senza doglia alcuna, fanno infatti pensare anche a Phineas Barnum, lo sfruttatore delle deformità altrui, che dava in pasto al pubblico nel suo circo facendoci sopra i soldi.

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I Protocolli dei Savi di Jeremy

È ufficiale: il partito laburista di Jeremy Corbyn sarebbe ormai talmente antisemita da far invidia agli Ustascia di Ante Pavelic. Con la pubblicazione – a pagamento – sul Guardian di una lettera di una sessantina di deputati laburisti (circa un terzo del gruppo parlamentare) che accusano Jeremy Corbyn apertamente di antisemitismo.

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La resistibile ascesa di Boris Johnson

 Boris Johnson

Il reality contest che è la corsa alla leadership Tory ha finora prodotto quattro semifinalisti e un trombato, Dominic Raab. Per superare l’assicella serviva un minimo di 33 voti da parte dei 313 colleghi deputati.

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Good Riddance, Theresa

Come annunciato un paio di settimane fa in un toccante discorso di commiato che ci ha riportato ai tempi della nostrana Tv del dolore (fisico), ieri Theresa May ha dato le dimissioni da leader del partito conservatore. May l’icona dell’empowering pseudofemminista, irriverente solo nelle scarpe nonostante il bracciale con l’effigie dell’incolpevole Frida Kahlo, finalmente gira i tacchi leopardati. Resterà prima ministra fin quando la procedura interna al partito non avrà eletto colei/lui che le succederà.

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The ides of May send Tories into disarray

(Il manifesto global – Originally published in Italian on May 25, 2019 https://ilmanifesto.it/le-idi-di-may-la-premier-capitola-tories-allo-sbando/)

In the end, the end of May brought the end of Theresa May: her own Ides of May (if we may). She announced on Saturday morning that she would leave on June 7, after trying and failing for the umpteenth time to save her Brexit agreement with the EU, running again into the now-familiar wall of hatred and mockery from within her own party and losing yet more people from her already-battered government.

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