“Boris”

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«Polishing a turd» (letteralmente: lucidare una merda). Non nel senso dell’epiteto ingiurioso, ma in quello letterale. Continua a leggere ““Boris””

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La diplomazia freelance di Priti Patel

Priti Patel, ministra dello Sviluppo internazionale, tornava ieri precipitosamente da una visita ufficiale in Uganda “su richiesta della Prima Ministra” Theresa May per essere torchiata e, probabilmente, privata del dicastero. Il precipitoso rientro è dovuto a una colossale gaffe diplomatica, rivelata lo scorso 3 novembre dalla Bbc. Continua a leggere “La diplomazia freelance di Priti Patel”

Il pungiglione della vespa Theresa

I cinque minuti dell’annuncio di Theresa May sono bastati perché il paese di punto in bianco si ritrovasse a cinquanta giorni dall’appuntamento con le urne, piombato in una campagna elettorale lampo che si annuncia infuocata.

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L’impero salvato dai ragazzini

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La Gran Bretagna ha una storia recente assai più presentabile di quella del resto d’Europa: niente fascismo (o quasi), niente lager, niente gulag, nessun rischio rivoluzionario. Anzi: due guerre mondiali vinte, e la seconda inequivocabilmente dalla parte della ragione, quella del «mondo libero».

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La trista Theresa

Nell’ultimo coup de théâtre di una temperie politica post-referendaria a dir poco tumultuosa, Andrea Leadsom ha annunciato ieri a sorpresa il suo ritiro dalla corsa alla leadership conservatrice, aprendo di fatto la strada all’installazione della rivale Theresa May a 10 Downing Street.

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Making Plans for Nigel

Dopo David Cameron e Boris Johnson è ora il momento Nigel Farage. Il leader dell’Ukip (e suo co-fondatore vent’anni fa, con Alan Sked) è l’ultimo leader referendario ad aver dato le dimissioni – annunciate a sorpresa ieri – lasciando il terzo partito senza un leader ufficiale in una politica britannica in pieno disturbo post-traumatico da stress. I più entusiasti propugnatori del referendum sull’uscita del paese dall’Ue mollano sul più bello.

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Tu quoque, Gove

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Il dramma messo in scena dal Labour, con Corbyn aggrappato con le unghie e con i denti alla leadership nonostante ormai tutti i suoi deputati gli abbiano voltato le spalle, è lacerante al punto da non escludere il rischio di scissione. Ma ieri non ha prodotto altri colpi di scena della caratura cui siamo ormai abituati da circa una settimana. Continua a leggere “Tu quoque, Gove”