Capri strateghi

Boris Johnson e Angela Merkel

L’approssimarsi minaccioso del no deal il prossimo 31 ottobre ha inasprito i toni in questi ultimi scampoli di trattativa. Secondo una fonte di Downing Street, nella conversazione telefonica di ieri mattina con Johnson, Merkel avrebbe definito l’accordo «quasi del tutto improbabile», ma Berlino si è ben guardata dal confermare o smentire la voce.

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Le urne dei deboli

Ieri è stata la prima giornata di lavori parlamentari dopo la pausa estiva e l’inizio della prova costumi delle elezioni anticipate. Questa sarà la settimana della resa dei conti fra le due unioni (europea e britannica), fra leave e remain, governo e parlamento.

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Pro-Rogue

Neanche disfatta la valigia al ritorno dal vertice di Biarritz, Boris Johnson ha chiesto e ottenuto dalla monarca la cosiddetta prorogation del parlamento. Che proroga non è: si tratta di una sospensione fino al 14 ottobre prossimo, ufficialmente per dare una pausa ai lavori camerali che si svolgono ininterrottamente dal 2017, in realtà per bruciare i tentativi del parlamento stesso di bloccare l’uscita dalla Ue senza accordo. Halloween si avvicina infatti al galoppo: quel 31 ottobre che, com’è noto, coincide con la temuta/agognata British Exit.

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La resistibile ascesa di Boris Johnson II

Dopo la quinta votazione alle loro cosiddette primarie, i Tories hanno (quasi) finito di giocare ai seggi musicali. Il vincitore ultimo si siederà su quello di leader del partito e del paese. A contendere a Boris de Pfeffel Johnson (160 voti) le preferenze degli iscritti in una votazione il cui spoglio avverrà il prossimo 22 luglio, sarà l’attuale inquilino del Foreign Office Jeremy Hunt che, con 77 voti, ha superato di un sopracciglio il rivale Michael Gove, il ministro dell’Ambiente, fermatosi a 75.

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La resistibile ascesa di Boris Johnson

 Boris Johnson

Il reality contest che è la corsa alla leadership Tory ha finora prodotto quattro semifinalisti e un trombato, Dominic Raab. Per superare l’assicella serviva un minimo di 33 voti da parte dei 313 colleghi deputati.

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Dieci piccoli avvolTories

Boris Johnson

Sono dieci i candidati ufficiali alla leadership del partito conservatore e del paese: dieci teste per una corona di spine. Michael Gove, Jeremy Hunt, Sajid Javid, Matt Hancock, Rory Stewart, Boris Johnson, Dominic Raab, Esther McVey, Mark Harper e Andrea Leadsom si sono aggiudicati le sei nomination necessarie dai colleghi.

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Donald Trump a Londra II

Londra ha accolto Donald Trump con il suo miglior grigiore, la sua migliore pioggia, i suoi migliori manifestanti. E mentre il pallone gonfiato con l’effige del presidente degli Stati uniti sventolava irriverente sulle decine di migliaia di teste accorse a dire no al rituale diplomatico ossificato, vuoto e opulento riservatogli, l’effigiato – non meno gonfiato – continuava il tour delle massime cariche dello stato britannico.

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