Two beautiful minds

Qualche giorno fa è uscito in Italia il libro di un genio su un altro genio, al quale ho prestato la mia indegna opera di traduttore. Mentre mi arrampicavo freneticamente sulle pareti ripide del pensiero di entrambe, ho sentito più di una volta le assi del mio intelletto scricchiolare: è mancato un pelo che si spezzassero. Non è successo, per fortuna.

Davvero non ho la minima idea di che tipo di accoglienza possa avere un libro come questo in Italia: è però un fatto che qui, in Uk, è stato un bestseller. A parte la fatica, non indifferente, è stato per me un lavoro incredibilmente illuminante: ha dato una raddrizzata alla mia conoscenza di Marx, rimettendomi sulla strada giusta per cercare di avvicinarmi sufficientemente a quella supernova che è il suo pensiero, prima che sia definitivamente troppo tardi.

Marx è uno dei pensatori più influenti d’Occidente: rifiutarlo su base ideologica è come non lavarsi perché si ha paura dell’acqua. Che l’Italia contemporanea sia guidata da gente che non si è mai lavata è – naturalmente – tutto un altro discorso.

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