Nomen Omen

fuggire è inutileHo appena visto quel film d’arte sulla circonvenzione d’incapace che è The Master di Paul Thomas Anderson, che è non è dissimile dal precedente There Will Be Blood (entrambi colossali affreschi dalla struttura narrativa slabbrata tenuti autorevolmente in piedi da mostruose interpretazioni: allora quella di Daniel Day Lewis, oggi quelle di Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman).

Il tormentato Joaquin, com’è noto, nasce da genitori hippies. Era fratello del prematuramente scomparso River e poi di Rain, Liberty, e Summer. Con fratelli e sorelle dai nomi simili, è comprensibile che per un periodo, deluso da quello prosaico affibbiatogli dai suoi (forse era un periodo LSD-free), avesse preso a chiamarsi Leaf.

Come siamo cambiati da allora. Oggi i nomi dello zeitgeist contemporaneo sono Chanel, Lexus… A quando una coppia di gemellini di nome “the Markets”?

PS Joaquin, c’è una Nissan che si chiama Leaf. È elettrica, diamine.

Autore: leonardo clausi

Si tratta di prendere Troia, o di difenderla.

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