Parole-parole

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Seguo a distanza gli accadimenti elettoral-municipali di quella che è ancora la mia città, nonostante l’abbia mollata più di vent’anni fa.

Mosso a tanta disperazione, saluterei perfino con favore la vittoria dell’ex praticante dello studio Previti (benché appartenga a una formazione anti-politica che si chiama come la classificazione di un albergo o, se preferite, come il codice di un congelatore) purché si dimostri capace di frenare quella spirale speleologica nello sfintere fasciomafioso in cui Roma si è coraggiosamente calata sin dalla stupefacente elezione di A-l-e-m-a-n-n-o, uno di quei sempre meno rari momenti capaci di farti rivalutare la tua vita nella capitale mondiale delle disuguaglianze sociali.

Ma se penso alla performance della cosiddetta sinistra a Roma, ecco che una lacrima di sangue mi solca le pallide gote. E vedo che per distinguerla dall’accrocco mefitico che è diventato quello che per me è ancora l’ex Pci, i giornalisti e commentatori italiani fanno sempre più uso della formula “sinistra-sinistra”.

Ora, a parte le considerazioni di massima suscitate dall’assistere a un naufragio comunicativo in cui certe parole hanno perso di significato tanto da doverle ripetere due volte, è evidente che, in questo caso, non è nemmeno possibile scimmiottare l’altrettanto mefitica ossessione anglofona per gli acronimi (ASAP, YOLO, LOL, ACDC, ecc.) che, con la complicità di quella tonnara linguistica che è Twatter, ormai imperversa ovunque: sinistra-sinistra diventerebbe SS.

Mi torna anche in mente  una domanda – evidentemente classista – che scattava al momento di conoscere qualcuno, in auge da ben prima che il dibattito Roma sud vs. Roma nord appassionasse la generazione hipsterica.

Ti veniva rivolta non appena gli dicevi che eri di Roma. Rilanciavano subito a bruciapelo, guardandoti con sospettosa benevolenza: “Ma… Roma-Roma?” Puntualizzazione che cercava sempre di smascherare in te l’inurbato parvenu da Zagarolo, o il borgataro trans-raccordo anulare.

Ebbene sì, sono di Roma-Roma e di sinistra-sinistra. E, come forse alcuni di voi, vivo in un mondo di merda-merda che voglio cambiare-cambiare.

 

Autore: leonardo clausi

Si tratta di prendere Troia, o di difenderla.

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