Speaker’s corner

«Ripetitiva e disordinata». Così John Bercow – lo speaker (presidente) dei Comuni – ha fiocinato ieri la richiesta di Boris Johnson di rimettere ai voti il suo accordo di uscita dall’Unione europea negoziato in extremis la settimana scorsa.

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Lo stinco di Letwin

La cianchetta che ha fatto capitombolare a un metro dal traguardo (il primo di altri mille da tagliare) l’infausto accordo May freneticamente ritargato Boris Johnson, appartiene a deputato indipendente ex conservatore, Oliver Letwin.

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Psicopatologia della Brexit quotidiana

A meno di una settimana dal 12 aprile, data in cui la Gran Bretagna schizzerebbe fuori dall’Ue senza accordo con paventate, telluriche conseguenze sull’economia, Theresa May cerca per la seconda volta una Brexit-proroga al 30 giugno, dopo che il suo accordo sul ritiro dall’Ue è stato sconfitto alla camera per la terza volta la settimana scorsa.

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Non mollare May

È cominciata l’ennesima settimana più importante a Westminster dalla crisi di Suez o, per chi preferisce, dall’avvento al premierato di Winston Churchill (ormai si susseguono da mesi). Dopo l’imponente manifestazione di massa di sabato pro-secondo referendum e i cinque milioni di firme alla petizione online per la revoca dell’articolo 50 e la cancellazione della British exit, gli ingredienti per consolidare la paralisi del parlamento sono tutti ancora lì.

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