La democrazia totalitaria

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Cucina Sociale è orgogliosa di annunciare la proiezione di Diaz, l’agghiacciante ricostruzione cinematografica di Daniele Vicari del famigerato assalto della polizia italiana contro i pacifici occupanti della scuola Diaz a Genova, la notte del 21 luglio 2001.

Quella notte, 300 poliziotti fecero irruzione nella scuola e aggredirono gli ignari attivisti, ferendo gravemente 93 persone e mandandone tre in coma. Nella caserma di Bolzaneto, dove erano stati poi trasferiti, furono loro inflitte torture ai limiti del sadismo. Chi era andato a Genova per dire il proprio “no” alla globalizzazione fu deliberatamente schiacciato.

Fu probabilmente la pagina più nera dell’Italia repubblicana, all’epoca governata da Berlusconi e la sua teppa. Fu seguita da un’impunità intollerabile: a quasi quindici anni di distanza, tanto, troppo resta ancora da chiarire. La recente sentenza della corte di Strasburgo mette l’Italia liberal democratica alla stessa stregua di una dittatura sudamericana, soprattutto quando si pensi alle fulgide carriere di chi era al comando di tanti umili manganellatori dello stato. E fu, naturalmente, una vera e propria macelleria: qualcosa che Amnesty International ha definito “la più grave sospensione di diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale.”

Quella di Diaz è una visione coinvolgente, anche se dura. Il fatto che la violenza di stato possa essere stata inflitta a persone innocenti su simile scala e in una scuola, fa del film un formidabile atto d’accusa. Con il mettere a nudo il lato più oscuro del cosiddetto “mondo libero,” Diaz diventa il migliore antidoto al silenzio assordante – si in Italia che all’estero – che ha circondato questo fatto indicibile.

Sarà la prima volta che il film è proiettato in Gran Bretagna dopo una breve uscita nelle sale. Daniele non riuscirà a essere presente ma Mark Covell, una delle vittime picchiate più selvaggiamente – giornalista e londinese –, farà una breve introduzione e risponderà a eventuali domande dopo la proiezione.

Autore: leonardo clausi

Si tratta di prendere Troia, o di difenderla.

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