Cartellini russi

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L’ambasciata russa a Londra

Una settimana per fare le valigie. Foglio di via per ventitré diplomatici russi – si legga spie, mai così tante dagli anni Settanta – e nessun reale o dignitario ai mondiali di Mosca della prossima estate. Non la nazionale inglese però, almeno non ancora.

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Tu quoque, populismo

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Se il liberalismo anglosassone ha sempre tenuto a bada la demagogia, lo deve anche a Shakespeare. Non è dunque per coincidenza che le élite metropolitane di New York e Londra, giustamente turbate dal trumpismo imperante come dal nazionalismo targato Brexit, ricorrono al Bardo per mettere in guardia sul pericolo corso da una democrazia odiosamente sottratta al loro oligopolio.

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Giochi con frontiere

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Tra i tanti sassolini nelle scarpe leopardate di Theresa May in cammino verso la British Exit, quello del temuto confine fra Irlanda del Nord e Gran Bretagna è un ciottolo vero e proprio. E se ieri Londra e Bruxelles erano unite nel gelo metereologico, un altro gelo, quello negoziale, le divideva più che mai.

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I cupi stendardi della Brexit

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Il sottoscritto e il suo libretto sono stati stati fatti oggetto di questa immeritatamente benevola recensione di Giuseppe Allegri sul manif, che mi affretto a riportare qui sotto non senza la debita gratitudine.

I cupi stendardi della Brexit

SCAFFALE. «Uscita di insicurezza», un saggio di Leonardo Clausi edito da manifestolibri

Dove va la Gran Bretagna? Questa la domanda che attraversa il brillante, a tratti amaro, ma sempre raffinato e provocatorio pamphlet di Leonardo Clausi, Uscita di insicurezza. Brexit e l’ideologia inglese (manifestolibri, pp. 159, euro 16), firma nota ai lettori de il manifesto, in qualità proprio di corrispondente da Londra.

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Oxinfam

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Il tracollo di Oxfam, da faro della beneficienza occidentale a bieco sfruttatore di quei deboli che dovrebbe tutelare e difendere, continua inesorabile, trascinando nel fango l’intero settore. Dopo le dimissioni della vice presidente Penny Lawrence, accettate lunedì, a poco è servita la contrizione mediatica del numero uno Mark Goldring, a sua volta sull’orlo delle dimissioni.

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Oxfun

4256Nell’inferno del terremoto che nel 2010 aveva colpito Haiti, uno dei paesi più poveri, deprivati e sventurati del pianeta, lo staff della britannica Oxfam, una delle massime confederazioni mondiali di ong, era naturalmente lì per aiutare. Ma questo non impediva che alcuni suoi rappresentanti andassero con delle prostitute, anche minorenni, rendendo così quelle persone vulnerabili vittime due volte.

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Carillion del dolore

Non esistono aziende-Frankenstein, per quanto sovradimensionate e voraci, «troppo grandi per fallire». Lo dimostra il triste – e disastroso per i lavoratori – epilogo della Carillion, gigante dell’edilizia britannica mandata ieri in liquidazione dopo l’abbandono del tentativo in extremis di tenerla a galla.

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Uscita di insicurezza

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Tempestivamente e nel segno della più febbrile urgenza auto-promozionale, avverto che l’anno scorso, il sette dicembre, è uscito per i tipi di manifestolibri un mio saggetto polemico che attraversa di un fiato (corto) secoli di storia e cultura inglese alla luce della famigerata British Exit. S’intitola Uscita di insicurezza. Brexit e l’ideologia inglese.

Compravàtevelo, fingete di leggerlo e possibilmente infliggetelo ai vostri peggiori nemici.

 

La diplomazia freelance di Priti Patel

Priti Patel, ministra dello Sviluppo internazionale, tornava ieri precipitosamente da una visita ufficiale in Uganda “su richiesta della Prima Ministra” Theresa May per essere torchiata e, probabilmente, privata del dicastero. Il precipitoso rientro è dovuto a una colossale gaffe diplomatica, rivelata lo scorso 3 novembre dalla Bbc. Continue reading “La diplomazia freelance di Priti Patel”