In Manchester, per Manchester

La città di Manchester ha risposto egregiamente all’indicibile orrore dell’Arena. Durante la veglia a St. Anne Square, la folla ha cantato una canzone degli Oasis, Don’t Look Back In Anger. Oltre a essere uno splendido segno di coesione e inclusione, l’episodio dimostra come la cultura pop, in un luogo che ne ha prodotta tanta e di ottima qualità, abbia sostituito il repertorio tradizionale cui si sarebbe attinto in passato in una situazione simile: canti di chiesa, da stadio, inni nazionali. Tutte robe alle quali bisognerebbe sentirsi vicini come il rinascimento alla rinascente.

È stato un momento davvero commovente, e benché uno in cui le considerazioni estetiche suonino quasi offensive, quella è la canzone bruttina di una band peggiore.

Questa è una bella canzone di eroici veterani post-punk, non britpop incrostato di blairismo. Anche se sono di Londra.

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