Dead Can Dance, mistero migrante.

I Dead Can Dance si sono conosciuti a diciassette anni, di notte, all’altro capo del mondo. È anche per questo che la loro musica migliore contiene uno stupefacente impulso chiaroscurale: buio e luce intrecciati in una ghirlanda. Ascoltandola, non si capisce se si è sull’orlo di un abisso o su un’altissima cima: non esattamente la colonna sonora adatta ad una fila alle Poste. O forse indispensabile.

Ho parlato con Brendan Perry qualche tempo fa per Rockerilla (numero di ottobre). Questo è quanto mi ha detto.

Autore: leonardo clausi

Si tratta di prendere Troia, o di difenderla.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...