Da inquilino modello, la Gran Bretagna ha dato puntuale la disdetta del contratto d’affitto.
L’impero salvato dai ragazzini

La Gran Bretagna ha una storia recente assai più presentabile di quella del resto d’Europa: niente fascismo (o quasi), niente lager, niente gulag, nessun rischio rivoluzionario. Anzi: due guerre mondiali vinte, e la seconda inequivocabilmente dalla parte della ragione, quella del «mondo libero».
The Lords of the New Church

Prosegue il braccio di ferro fra governo e parlamento nell’inedito costituzionale rappresentato dal Brexit, e in particolare sul Brexit Bill, la legge che dovrebbe mettere ufficialmente in moto i negoziati per l’uscita dall’Unione Europea.
The Awakening

Non uno schiaffo, tutt’al più uno scappellotto: dopotutto, alla camera dei Lord, i Tories non hanno la maggioranza.
Mamma li bulgari

Falso allarme, o quasi: la fine del libero ingresso e permanenza in Uk non sono (ancora) imminenti. Continue reading “Mamma li bulgari”
Lotta nel Labour di governo

Il Labour targato Corbyn ha incassato una batosta alla by-election di Copeland, cittadina costiera della Cumbria, sul confine con la Scozia, un seggio che deteneva da 80 anni. Continue reading “Lotta nel Labour di governo”
Meme-nto mori

Don’t worry, buy happy

«Il mio libro non è necessariamente una critica al neoliberalismo. Spesso mi chiedono com’è possibile che la felicità sia qualcosa di così negativo, e rispondo che non è sempre così. Prendiamo Trump: se fosse totalmente malvagio, non sarebbe certo dove si trova. Se si trova lì è perché ha delle qualità che certe persone trovano magnetiche».
White paper, white noise
Il libro bianco – inteso come sorta di dépliant programmatico ufficiale a fini illustrativi – del governo May sulla negoziazione dell’uscita dall’Ue è stato trionfalmente presentato ieri alla Camera dei Comuni dal Brexit secretary David Davis. In tutto 77 pagine, previa introduzione della premier, che contengono i temi e gli obiettivi, dodici in tutto, da cominciare a discutere con la controparte europea alla fine di marzo, secondo la tabella di marcia fissata dalla stessa May.
The Lady is for obeying

Salda e segaligna come solo la figlia di un pastore anglicano sa essere, Theresa May non si è scomposta di fronte alle iniziative totalitarie di Donald Trump. Sono tutte nel national interest del paese, soprattutto adesso che con Brexit questo ha lasciato il proprio domicilio (l’Ue) senza averne ancora trovato precisamente uno nuovo.