Volere è trovare

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FR-EE City di Fernando Romero

L’Inghilterra – e in epoca di Brexit il consueto lapsus del chiamare così la Gran Bretagna quasi non è più tale – è sempre stata terra d’utopie, gli inesistenti luoghi idealizzati capaci di trascendere le miserie umane. Almeno fin dai tempi di Thomas More, che giusto cinquecento anni fa scrisse il suo fondamentale Utopia. Continue reading “Volere è trovare”

Tra-ghetti

Da Berlino a Calais, in quest’Europa culla del liberismo i muri non passano mai di moda. Parola di Robert Goodwill, (nomen omen) il ministro britannico conservatore per l’immigrazione, che ieri ha dichiarato con scoppiettante solerzia alla commissione parlamentare riunita a Londra per deliberare sulla situazione a Calais e Dunkerque: «Abbiamo già costruito la recinzione, ora stiamo costruendo il muro».
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Le primarie secondarie

Gran Bretagna. Ha tutti contro ma il leader di sinistra del Labour è il politico più popolare del regno. E nei sondaggi doppia il moderato Smith, fermo al 38%. Iniziato voto postale, i risultati il 24 settembre.

È stata l’estate più turbolenta per la Gran Bretagna dalla seconda guerra mondiale. Molto poté lo stress post-traumatico della Brexit, che ha catapultato Theresa May a Downing street dopo una breve e spietata resa dei conti fra i Tories e provocato nel Labour una lacerante frattura fra membri del partito che avevano eletto leader Jeremy Corbyn e i suoi colleghi deputati, che lo avevano sfiduciato a poche ore dall’esito referendario e dalle dimissioni di David Cameron. Continue reading “Le primarie secondarie”

The digital mess we’re in

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Political Turbulence: How Social Media Shape Collective Action, by Helen Margetts, Peter John, Scott Hale and Taha Yasseri. Princeton University Press. 304pp. £19.95.

Whenever asked to comment on contemporary events, it’s usually historians, rather than social scientists, who tend to suffer from what one might call an epistemological twitch: they strive to demonstrate that what is happening now has already – mutatis mutandis and with all the specificities of the epoch – happened before. A good part of their intellectual prowess is devoted to uncover this sometimes uncomfortable truth, so effectively camouflaged under the patina of the ‘new’. This has a collateral effect: the 
underlying, unobserved assumption that – whatever the phenomenon being analysed – its deceitful novelty is bound to beach like an agonising whale onto the ever-suspect, ideological shores of ‘it’s always been like this’, or, ‘it happened before’.
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Isola è un’isola è un’isola è un’isola

Se in isole come il Madagascar e l’Australia sopravvivono specie animali uniche al mondo, è grazie all’isolamento. L’isolamento, un po’ come il freddo, conserva. Ornitorinchi, lemuri e canguri non si sono estinti perché parte di ecosistemi insulari, cioè delimitati e remoti. Per isolarsi bene è dunque auspicabile stare su un’isola: prima ancora che dello spirito, un luogo del corpo, difficile da scoprire e da conquistare. Continue reading “Isola è un’isola è un’isola è un’isola”

Richard Seymour on Jeremy Corbyn

Richard Seymour è un saggista politico, attivista e blogger nordirlandese trapiantato a Londra. Ha scritto, tra gli altri, due libri sul fenomeno Corbyn, entrambi pubblicati da Verso: Corbyn: The Strange Rebirth of Radical Politics e Corbyn: Against All Odds, quest’ultimo uscito immediatamente dopo il fallito tentativo da parte dei parlamentari laburisti di destituire il leader. Il suo blog si chiama Lenin’s Tomb.

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Pfizer Smith

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Il Labour party dell’era Corbyn si legge parafrasando la celebre frase gramsciana: il vecchio partito muore e quello nuovo non riesce a nascere. O forse ci riuscirà solo scindendosi. Continue reading “Pfizer Smith”

Ancora solo per i tuoi Hockney

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È un ritorno a grande richiesta, e nella “sua” Royal Academy. Dal 2 luglio al 2 ottobre, presso l’illustre galleria di Piccadilly, a Londra, l’accademico reale David Hockney presenta i suoi ultimi, attesissimi, lavori. Continue reading “Ancora solo per i tuoi Hockney”