Quattordici anni senza i Dead Can Dance

La prima volta che ascoltai l’attacco di “The Host of Seraphim”, brano di apertura di The Serpent’s Egg (1988) rimasi di sale. Il post-punk aveva spesso giocato con la serietà, ma da saccenti studenti d’arte. Qui ci si trovava di fronte a due sacerdoti ortodossi la cui musica grondava di aldilà, di filosofia, metempsicosi, karma, ecc., una reazione postmoderna al pop come genere di consumo che aveva avuto nel folk-rock il suo equivalente vent’anni prima. Continua a leggere “Quattordici anni senza i Dead Can Dance”