Arcore, New York e lo spirito del mondo

Nei primi anni Settanta, prima che il birro Rudolph Giuliani la “ripulisse” a colpi di lanciafiamme e carte di credito, New York assomigliava alla Detroit di oggi: una città fantasma con i suoi fantasmi – tossicodipendenti, disoccupati/e, prostitute/i, senzatetto. Il comune era alluvionato di debiti – Roma in my mind– incapace di pagare gli stipendi, a un passo dal fallimento (default).

(continua)

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Ai miei tempi, anzi ai loro

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Salubre è la diffidenza nei confronti degli sguardi languorosi e ripiegati sul passato. Perché è inevitabile che la componente psicologica influisca pesantemente sul giudizio: quello che è, appunto, passato è meglio semplicemente perché non ci sarà dato viverlo mai più.

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The Opium of the Poppies

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I have lived in the capi­tal of the remar­ka­ble coun­try that is Bri­tain for some 20 years now, long enough to learn a thing or two about it. As a young Ita­lian man, hun­gry for art and music, I grew up in the spell of the sup­po­sed supe­rio­rity of its popu­lar culture. This place is so many inte­re­sting things at once.

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Completely relevant anniversaries – Pier Paolo Pasolini

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Pier Paolo Pasolini, whose notoriously controversial death happened 40 years ago to the day, was the last truly great Italian intellectual of the XX century: greater than Calvino – who was maybe better than him as a novelist, but was not a poet, an essayist and most of all a film maker as PPP – and Leonardo Sciascia, whose musings on mafia-permeated Sicily were, despite their courage, more parochial.

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