Pro-Rogue

Neanche disfatta la valigia al ritorno dal vertice di Biarritz, Boris Johnson ha chiesto e ottenuto dalla monarca la cosiddetta prorogation del parlamento. Che proroga non è: si tratta di una sospensione fino al 14 ottobre prossimo, ufficialmente per dare una pausa ai lavori camerali che si svolgono ininterrottamente dal 2017, in realtà per bruciare i tentativi del parlamento stesso di bloccare l’uscita dalla Ue senza accordo. Halloween si avvicina infatti al galoppo: quel 31 ottobre che, com’è noto, coincide con la temuta/agognata British Exit.

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Ultime battute di una guerra incivile

Boris Johnson and Philip Hammond emerge from Downing Street

L’ex ministro delle finanze filo-remain Philip Hammond, inviso come la peste ai brexittieri al potere che lo considerano una quinta colona dell’Ue, ha attaccato il premier in carica Boris Johnson, accusandolo di sabotare deliberatamente la possibilità di un nuovo accordo con l’Ue che sventi quella British Exit senza accordo che il premier millanta di non temere punto.

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Bendare il panopticon. Colloquio con Evgeny Morozov

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Quello di Evgeny Morozov è uno dei cervelli più attenti e lucidi nell’indicare le trappole di quell’ex eldorado che è la rete. È da almeno un decennio che ammonisce i grulli e i fanatici dello scientismo informatico, ormai in preoccupante crisi demografica anche nell’universo neoliberale. Lungi dal rappresentare la panacea a tutti i malanni del presente, Internet si è ben presto trasformata in un colossale panopticon, una macchina (privata) per la sorveglianza dei consumi e per i consumi, che usa i big data come carburante, mentre noi utenti assistevamo con espressione tra l’ebete e il rapito alla metamorfosi, stringendo nelle mani sudate la biografia di Steve Jobs. Continua a leggere “Bendare il panopticon. Colloquio con Evgeny Morozov”

The horror, the horror…

Un esagitato Boris Johnson durante il discorso d’esordio come primo ministro

Gli amanti dell’horror apprezzeranno particolarmente il rimpasto di governo del neoinsediato primo ministro britannico Boris Johnson. Soprattutto quando si ha Halloween – il 31 ottobre prossimo – come data ultima per l’uscita senza accordo dall’Ue. Come anche quelli dell’arte circense: questa stessa data, leader e compagine da lui appena partorita senza doglia alcuna, fanno infatti pensare anche a Phineas Barnum, lo sfruttatore delle deformità altrui, che dava in pasto al pubblico nel suo circo facendoci sopra i soldi.

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I Protocolli dei Savi di Jeremy

È ufficiale: il partito laburista di Jeremy Corbyn sarebbe ormai talmente antisemita da far invidia agli Ustascia di Ante Pavelic. Con la pubblicazione – a pagamento – sul Guardian di una lettera di una sessantina di deputati laburisti (circa un terzo del gruppo parlamentare) che accusano Jeremy Corbyn apertamente di antisemitismo.

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Indie Cindy. Cindy Sherman alla National Portrait Gallery

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È la vera Zelig del contemporaneo. Con i suoi mille sé caleidoscopici, contorti ed evanescenti, ha definitivamente disarticolato il concetto d’identità nella cultura popolare di fine Novecento sfumandolo nell’autorappresentazione, con risultati a dir poco spiazzanti.

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Natalja Gončarova alla Tate Modern

La mostra dedicata a Natalja Gončarova (1881-1962), dal 6 giugno all’8 settembre nelle Eyal Ofer Galleries della Tate Modern, è organizzata con la collaborazione di Palazzo Strozzi di Firenze e l’Ateneum art museum di Helsinki. Copre tutta la produzione dell’artista, dai lavori giovanili alle sue ripetute incursioni nel mondo della moda e nel design d’interni, compresa la preziosa collaborazione con i Ballets russes di Djagilev.

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