Alla fine The end of May è stata The end of May, le idi di maggio di Theresa. Se ne andrà il sette giugno: l’ha annunciato ieri, in tarda mattinata, dopo aver tentato per l’ennesima volta di salvare il suo accordo per l’uscita dall’Ue, incontrando un ormai familiare muro di astio e dileggio nel suo stesso partito e perdendo altri pezzi del suo ormai sgangherato governo.
Di nuovo qui?

Riluttante e con un misto di rabbia, disillusione, risentimento e caparbia speranza, la Gran Bretagna si è trascinata ieri alle urne per partecipare suo malgrado alle elezioni europee, il rito clou dell’istituzione che decise di lasciare tre anni fa e dal cui abbraccio non riesce a divincolarsi, o meglio, a volersi divincolare.
L’accordo ormai del tutto scordato

Il paese va oggi alle urne per un plebiscito al quale non è riuscito a sottrarsi, guidato da una leadership comatosa e osteggiata. Ci va controvoglia o con l’intento di punire i responsabili del mess, il caos Brexit di cui la stessa leader fa ormai parte per meriti sul campo.
I perdenti e i non vincitori

Atene piange, e lacrime amare: alle elezioni amministrative in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord i Tories beccano la mazzata dovuta e auspicata. A spoglio non ancora del tutto effettuato, ieri pomeriggio, avevano perso 800 seggi e ventotto circoscrizioni inglesi.
E quarantadue

«Sono innocente, lo giuro sulla vita dei miei figli» afferma Gavin Williamson, il ministro dimissionario numero quarantadue del governo di Theresa May dopo il secco benservito ricevuto dalla premier per l’affaire Huawei. Continue reading “E quarantadue”
Brexit e sovranismi a Roma
Don McCullin, cuore di tenebra
“Mito”, “leggenda”, “icona”: logore e abusate (© correttore di Word) formule con cui chi scrive di qualcuno noto cerca di enfatizzarne a tutti i costi l’importanza (e con essa la propria, giacché viviamo e moriremo in una società celebrolesa).
Don McCullin a Hue, Vietnam, durante l’offensiva del Tet nel 1968 © Nik Wheeler
Doccia scozzese

Sono passati cinque anni dal primo referendum per l’indipendenza dalla Gran Bretagna, quando gli autonomisti furono sconfitti per 55% contro 45% dei voti. Ora la Scozia vorrebbe tenerne un secondo entro la fine della corrente legislatura: il maggio 2021. Lo ha annunciato ieri la prima ministra nazionalista Nicola Sturgeon ai deputati di Holyrood, il parlamento scozzese.
Sovranismi e Brexit: l’Europa brucia

Ho indegnamente contribuito a una raccolta di interventi sulle prossime elezioni europee, edita da manifestolibri. “Europa, la posta in gioco” (pp. 292, € 18,00) a cura di Simona Bonsignori e Marco ‘Troika’ Gremigno, introduzione di Luciana Castellina, è appena uscito in libreria. La presentazione, abbinata a Uscita di Insicurezza, sarà martedì 14 maggio presso la Biblioteca Moby Dick, Roma, Garbatella. Interverranno Alessandra Quattrocchi, giornalista AskaNews e Angela Giuffrida, corrispondente in Italia per The Guardian. A moderare Andrea Pipino, giornalista di Internazionale.
Brexit di insicurezza a Firenze

Il prossimo 13 maggio, presso il Circolo Rosselli di Firenze, alle 17,30, ci sarà una discussione su Uscita di insicurezza, il mio librino-polemica per manifestolibri che definisce e critica alcuni aspetti storico-culturali dietro alla British Exit. Interverranno Salvatore Cingari dell’Università per Stranieri di Perugia, Riccardo Michelucci, giornalista e saggista e Debora Spini, che insegna presso la New York e Syracuse Universities in Florence. A moderare, Riccardo Chiari, corrispondente fiorentino del manifesto.
