‘Made in Italy’ Right wing: anticipatory and shameful

Brexit in America? Supertrump just did it. Liberal, progressive, identity politics-obsessed America should face it, regroup, and antagonise it. A little soul-searching in the so-called left-wing moderates won’t do any harm either: the antiphon hammered for so long that the class conflict had been superseded, alongside the categories of left and right, has just been dramatically contradicted. The society of spectacle of course played its part.

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Cortecircuito: intervista a John Ryan

Il professor John Ryan è un politologo, al momento Visiting Fellow alla London School of Economics di Londra. Si occupa principalmente di rapporti fra la Gran Bretagna e l’Unione Europea. Gli abbiamo chiesto un commento alla sentenza dell’Alta corte britannica sulle prerogative del governo rispetto alla Brexit. Continua a leggere “Cortecircuito: intervista a John Ryan”

La spedizione dei Miller

Theresa May ha ricevuto il suo primo ceffone politico da quando si è insediata al numero dieci di Downing Street. Gliel’ha vibrato Lord Thomas of Cwmgiedd, giudice della High Court, che ha deciso che soltanto il parlamento potrà attivare l’articolo 50 del trattato di Lisbona, la via d’uscita legale del paese dall’Ue che a sua volta metterà in moto la famigerata Brexit.

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Accoglienza alla franglais

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Prosegue in una calma relativa lo sgombero «elettorale» del campo profughi di Calais, voluto in extremis da François Hollande per puntellare la sua corsa alla rielezione all’Eliseo. Tirandosi dietro in questa corsa improvvisa una Londra che fa la propria parte in ritardo, poco e controvoglia, vista soprattutto la posizione assunta da Theresa May per non scontentare a nessun costo il blocco «anglonazionalistico» che ha determinato l’uscita del paese dall’Ue.

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Uscita d’insicurezza

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L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea è un processo lento e doloroso che rischia di porre fine alla secolare unione di Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord. È il monito emerso dal Joint Ministerial Committee, l’incontro di lunedì fra il governo di Theresa May e il resto dei primi ministri dell’Unione a capo delle nazioni «devolute»: il premier scozzese Nicola Sturgeon, il primo ministro gallese Carwin Jones e la leader nordirlandese e il suo vice, rispettivamente Arlene Foster e Martin McGuinness.

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L’invenzione della nazione

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Non c’è pace tra le solenni pareti del Foreign Office. Come se non bastassero le violente reazioni di Putin alle ultime russofobe esortazioni del titolare degli esteri Boris Johnson a protestare contro l’ambasciata russa a Londra per i bombardamenti in Siria e il governo che rischia una crisi parlamentare su questioni relative al Brexit, ieri il ministero degli esteri britannico ha dovuto perfino misurarsi con una piccata nota dell’ambasciatore italiano Pasquale Terracciano.

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