La società liquidità

I pretoriani del leave lo avevano chiamato «project fear», e non senza cogliere in parte nel segno. Le turbolenze economiche dell’epocale decisione di uscire dall’Ue dopo 40 anni si stanno manifestando, anche se non con la virulenza paventata dal cancelliere Osborne. Il quale, di concerto con il governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney – canadese, ex Goldman Sachs – aveva preso le sue contromisure, a differenza di certi suoi colleghi di partito scioltisi come neve al sole. Continua a leggere “La società liquidità”

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Making Plans for Nigel

Dopo David Cameron e Boris Johnson è ora il momento Nigel Farage. Il leader dell’Ukip (e suo co-fondatore vent’anni fa, con Alan Sked) è l’ultimo leader referendario ad aver dato le dimissioni – annunciate a sorpresa ieri – lasciando il terzo partito senza un leader ufficiale in una politica britannica in pieno disturbo post-traumatico da stress. I più entusiasti propugnatori del referendum sull’uscita del paese dall’Ue mollano sul più bello.

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Stabbers in the backers

Dopo aver fatto fuori Boris Johnson Michael «Brutus« Gove e sua moglie Lady Macbeth sono pronti a dare alla Gran Bretagna un primo ministro il cui euroscetticismo è a prova di mandato. Annunciando giovedì mattina a sorpresa la propria candidatura a premier dopo aver giurato e spergiurato che fare il leader del paese non era un lavoro per lui, Gove silurava automaticamente quella di Johnson, e poneva del tutto fine alla carriera politica dell’amico ed ex-sindaco di Londra. Una specie di «Boris stai sereno» in salsa Worcestershire.

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Jeremiad

Giornata di relativa calma sul fronte Corbyn. Non volendo prolungare l’increscioso sfoggio di trame e orditi di partito nel giorno dell’anniversario di quella colossale e insensata mattanza che fu la battaglia della Somme, i deputati laburisti ammutinati hanno osservato una tregua precaria.

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Tu quoque, Gove

bo-jo

Il dramma messo in scena dal Labour, con Corbyn aggrappato con le unghie e con i denti alla leadership nonostante ormai tutti i suoi deputati gli abbiano voltato le spalle, è lacerante al punto da non escludere il rischio di scissione. Ma ieri non ha prodotto altri colpi di scena della caratura cui siamo ormai abituati da circa una settimana. Continua a leggere “Tu quoque, Gove”

Il leader dimezzato

Con i due principali partiti senza un leader in servizio permanente effettivo – David Cameron che si è gettato sulla sua spada, Jeremy Corbyn con la pistola puntata alla tempia dai suoi stessi compagni di partito – la Gran Bretagna comincia un lungo e sofferto addio al bipolarismo, alla governabilità e alle gioie dell’uninominale secco. Per Corbyn, quella di ieri è stata una giornata di passione e d’indicibile pressione.

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Il premier inesistente

A Bruxelles David Cameron – il premier inesistente – ha fatto l’ultima cena, ma non la prima colazione.

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