Radio Onda Brexit

Una chiacchiera con Radio Onda Rossa sul casino Brecsit .

Annunci

Guerra incivile

Adesso per il Labour party il “leave” per o contro il quale lottare è quello di Jeremy Corbyn. Il risultato del referendum non si è limitato a falciare il premierato di David Cameron, ha esteso il suo caos destabilizzante dentro al principale partito d’opposizione, squassato da un’endemica volatilità interna.

Continua a leggere “Guerra incivile”

L’ologramma del capitano

A tre giorni dal più grande evento storico ed istituzionale europeo dal secondo dopoguerra, al pari della caduta del muro di Berlino, il paese si confronta con le conseguenze della decisione presa dai 17 milioni di elettori che hanno votato per l’uscita dalla Ue.

Continua a leggere “L’ologramma del capitano”

Uscire continuamente dall’Europa

Schadenfreude. L’Inghilterra, abituiamoci a chiamarla come chiamano sempre tutti in Italia la Gran Bretagna, ci ha preso gusto. Continua a uscire dall’Europa, politicamente e calcisticamente. Subito dopo, i suoi leader danno le dimissioni. La nazionale inglese esce dagli europei di calcio dopo essere stata  sconfitta da una squadra che viene da un paese che ha la stessa popolazione di Leicester e che era tutta allo stadio. Gli inglesi sono ora alla disperata ricerca di qualcosa da cui uscire attraverso un altro appassionante referendum. Magari loro stessi.

Evidentemente il global warming ha scongelato gli islandesi. Björk e i Sigur Ròs festeggiano.

Voltarsi indietro

Screen-Shot-2016-06-26-at-12-640x480

L’orologio del divorzio, la messa in atto dell’articolo 50 che regola l’uscita dall’Ue, ha già cominciato a ticchettare furiosamente. Quasi in malo modo, i ministri degli esteri di tutto il continente hanno intimato all’«untore» di andarsene in tutta fretta prima di contagiare il resto dell’Unione, in una mossa brusca temperata soltanto dall’invito di Angela Merkel a non precipitare i toni e a non assumere atteggiamenti duri o punitivi nei confronti di questa separazione poco consensuale.

Continua a leggere “Voltarsi indietro”

Island is an island is an island is an island

1

Se nessun uomo è un’isola, è vero anche il contrario. E la Gran Bretagna di venerdì mattina si è svegliata capovolgendo la celebre massima. L’isola è rimasta isola: lontana dal continente, da quell’Unione con la quale ha convissuto in un frigido matrimonio per quarant’anni che il 52 per cento dei votanti contro il 48 ha deciso di rescindere bruscamente all’alba di ieri. Londra, la Scozia e l’Irlanda del Nord si sono rispettivamente pronunciate al 62 e 55,8% per il remain, ma il Galles al 52,5% e tutto il resto dell’Inghilterra al 57% per il leave. Stavolta i mercati e gli allibratori hanno sbagliato, e alla grande.

Continua a leggere “Island is an island is an island is an island”

Out and about

Quello che segue è il mio pezzo su Brexit per il manifesto in edicola oggi, scritto prima che i risultati fossero resi noti. Scrivo queste due righe nella mia nuova qualità di ospite in un paese improvvisamente extracomunitario, assieme agli altri nostri 500.000 connazionali, sbarcati su queste isole che perdono pezzi. Si é messo in moto un effetto domino di cui le dimissioni appena annunciate di David Cameron è il primo atto, l’uscita della Scozia e dell’Irlanda del Nord all Regno Unito potrebbero essere il secondo e ultimo  – nel lungo periodo – addirittura l’implosione di tutta l’Unione Europea. We live in interesting times.

Continua a leggere “Out and about”