All That Jaz

(Mi scuso se mi ripeto, ho già scritto in passato della mia prima intervista a Jaz Coleman, qui ne ho già pubblicata una, ne scrivo in continuazione, ma dopo aver visto questa, rilasciata al giornalista Mike James e ascoltando a ruota l’ultimo, spettacolare album Pylon, non ho resistito a tornarci sopra.)

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Killing Joke: la luce in fondo al tunnel

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A Londra fa un caldo assurdo per essere metà novembre, non sembra la stessa città. Questo senso di spaesamento spaziotemporale affligge particolarmente chi può ricordare il clima pre-global warming: grossomodo ancora venticinque anni fa, i coglionazzi del “tutto va bene” cominciavano a esercitare il proprio cinismo sulla scomparsa della mezza stagione.

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Teenage Lobotomy

Hero Jamiro

Versante ludico: su Rolling Stone Italia di questo mese, c’è un’intervista spensierata a Jamiroquai, tornato a funkeggiare con un nuovo album. Sarà leggibile qui – come quella assai più pensierata a Jaz Coleman per Rockerilla – i primi di dicembre.

Nel frattempo, da queste parti si ascolta – con il dovuto ritardo – il singolo di Best Coast (“Boyfriend”: lobotomia da adolescenti tra l’irritante e il commovente, ve lo piazzo sotto), le Dum Dum Girls e altri giovani resuscitatori/trici dello surf-psych-beach-garage-noise pop.

Devo ancora capirne il senso, ma tant’è. Ho provato a spiegarlo in un pezzo in uscita su L’Espresso questo venerdì. Ho anche visto i Wavves and had good fun: ne scriverò qui prossimamente.

PS: Grazie a Onan per avermi fornito lo scan del pezzo, sottraendomi così agli eccessi di zelo della redazione di RS.