La storia d’Europa è piena di rivolte e guerre popolari per generi di prima necessità. Nel medioevo ci si ribellava spesso per la soddisfazione di bisogni primari, come il sale e il pane; quest’estate a Londra ci si abbandonava alla soddisfazione dei bisogni primari odierni, arraffando scarpe da ginnastica e schermi al plasma. E mentre lo scorso agosto le città di mezza Inghilterra bruciavano del fuoco della guerriglia urbana per quattro giorni e quattro notti, David Cameron era in Toscana che assaporava la dolcezza rinascimentale del Chiantishire sulle orme di Harold Acton.
Month: December 2011
Clarkson, i sindacati e la pena di morte
Jeremy Clarkson è un imponente omone che ama le auto rombanti e odia gli alberi. Il suo orizzonte è fatto di cavalli (motore) e idrocarburi, è un apostolo dell’automobile. Il suo programma è uno dei più seguiti della televisione di questo paese, si chiama Top Gear e parla appunto di automobili. Clarkson è quello che qui si definirebbe un “controversial character” un personaggio controverso, una delle formule più diplomatiche che questa lingua diplomatica adotta ogni qualvolta deve definire qualcosa o qualcuno di amato e odiato ad un tempo.
