Oxfun

4256Nell’inferno del terremoto che nel 2010 aveva colpito Haiti, uno dei paesi più poveri, deprivati e sventurati del pianeta, lo staff della britannica Oxfam, una delle massime confederazioni mondiali di ong, era naturalmente lì per aiutare. Ma questo non impediva che alcuni suoi rappresentanti andassero con delle prostitute, anche minorenni, rendendo così quelle persone vulnerabili vittime due volte.

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Space Junk

Dopo aver letto dell’ultima iniziativa di Elon Musk – multimiliardario prenditore digitale la cui hubris e arroganza sono uno ormai uno dei simboli più eclatanti della deficienza artificiale che sta per sostituirsi a quella umana come garante della continuazione ininterrotta dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo al ritmo del quale stiamo massacrando la disgraziata biglia terracquea che infestiamo – vorrei lanciare un accorato appello.

(continua)

Carillion del dolore

Non esistono aziende-Frankenstein, per quanto sovradimensionate e voraci, «troppo grandi per fallire». Lo dimostra il triste – e disastroso per i lavoratori – epilogo della Carillion, gigante dell’edilizia britannica mandata ieri in liquidazione dopo l’abbandono del tentativo in extremis di tenerla a galla.

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Uscita di insicurezza

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Tempestivamente e nel segno della più febbrile urgenza auto-promozionale, avverto che l’anno scorso, il sette dicembre, è uscito per i tipi di manifestolibri un mio saggetto polemico che attraversa di un fiato (corto) secoli di storia e cultura inglese alla luce della famigerata British Exit. S’intitola Uscita di insicurezza. Brexit e l’ideologia inglese.

Compravàtevelo, fingete di leggerlo e possibilmente infliggetelo ai vostri peggiori nemici.

 

Arcore, New York e lo spirito del mondo

Nei primi anni Settanta, prima che il birro Rudolph Giuliani la “ripulisse” a colpi di lanciafiamme e carte di credito, New York assomigliava alla Detroit di oggi: una città fantasma con i suoi fantasmi – tossicodipendenti, disoccupati/e, prostitute/i, senzatetto. Il comune era alluvionato di debiti – Roma in my mind– incapace di pagare gli stipendi, a un passo dal fallimento (default).

(continua)

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La diplomazia freelance di Priti Patel

Priti Patel, ministra dello Sviluppo internazionale, tornava ieri precipitosamente da una visita ufficiale in Uganda “su richiesta della Prima Ministra” Theresa May per essere torchiata e, probabilmente, privata del dicastero. Il precipitoso rientro è dovuto a una colossale gaffe diplomatica, rivelata lo scorso 3 novembre dalla Bbc. Continue reading “La diplomazia freelance di Priti Patel”

Colto in Fallon

Lo scandalo delle molestie a membri dello staff di Westminster – donne e uomini – da parte di svariati deputati conservatori, ha reclamato la testa ministeriale di Michael Fallon che, alla Difesa, era uno degli alleati più affidabili di Theresa May. È l’ennesima martellata su un già fin troppo sgangherato governicchio steso sull’incudine Brexit.

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Fill (the void)

A prescindere da come – e quando – si scioglierà l’intreccio, a Londra la saga Brexit sta facendosi sentire. L’effetto è ancora soprattutto psicologico. Se la capitale si è espressa con un massiccio 60% contro l’uscita del Paese dall’Ue prescritta dall’esito referendario del giugno 2016, è anche perché conta una vasta comunità internazionale. Forte, a sua volta, di un congruo contributo di italianità: circa 600mila connazionali, socialmente polarizzati fra «expat» per scelta e «migranti economici» per forza, uniti al centro da un’abbondante zona grigia.

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Cittadini di nessuna parte, uniti

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“Brexit means Brexit means Brexit”, ha ripetuto come un disco rotto in epoca di musica liquida Theresa May, riattualizzando Gertrude Stein senza naturalmente avere un’idea chiara di cosa significhi. Un gruppo di autori e lavoratori del cognitariato italo-londinese, colti in mezzo al guado dell’uscita del Paese dall’Ue, proverà questo fine settimana a interrogarsi sull’indovinello della sfinge May, a ragionare su internazionalismo letterario e molto altro assieme a un panel di ospiti di rilievo. Il Fill, Festival of Italian Literature in London, si terrà sabato 20 e domenica 21 ottobre preso la Print Room at the Coronet, grazioso teatro off al 103 di Notting Hill Gate.

Una valida ragione per fare un salto a Notting Hill che non sia la ricerca della finta autenticità di Portobello Road. Il programma è quasi sold-out, qui la possibilità di accaparrarsi gli ultimi biglietti.