La “Lady di farro”. Immense le partite di fazzolettini di carta invenduti. Sperare che non ritorni non serve a nulla. Resta, solida, nelle menti ottenebrate dei leader di destra e della cosiddetta sinistra.
A class on class
Una riflessione sulle nuove classi sociali. Aumentando il numero dei fattori, il risultato non cambia.
XI
A che somiglia di più la cultura pop di questi anni? A una vecchia autoradio incantata in autoreverse, a un antico romano sul triclinio che rigurgita lo stesso banchetto, oppure a un giovane struzzo con la testa sotto la stessa sabbia? Continue reading “XI”
Siliciocrazia
Altre riflessioni sparse sul nesso fra millenarismo digitale milanese e minimalismo elettronico nipponico.
Hard times to be Boris
Po(pe)litics
Riflessioni sparse su come il Conclavaticano sia l’ultima istituzione mondiale ad esprimere una visione geopolitica coerente. Con i propri scopi.
Tony Blair e le armi di invenzione di massa

A dieci anni dall’invasione dell’Iraq
Murdoch, Birley, Bowie
Un pezzo sull’Espresso sul delfino del quarto potere, uno su Vogue su un’asta londinese di modernariato e un post, sempre sull’Espresso.
Mentre qui si ascolta il nuovo Bowie in streaming, per adesso cercando di non scadere nel sentimentalismo.
Nomen Omen
Ho appena visto quel film d’arte sulla circonvenzione d’incapace che è The Master di Paul Thomas Anderson, che è non è dissimile dal precedente There Will Be Blood (entrambi colossali affreschi dalla struttura narrativa slabbrata tenuti autorevolmente in piedi da mostruose interpretazioni: allora quella di Daniel Day Lewis, oggi quelle di Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman).
Il tormentato Joaquin, com’è noto, nasce da genitori hippies. Era fratello del prematuramente scomparso River e poi di Rain, Liberty, e Summer. Con fratelli e sorelle dai nomi simili, è comprensibile che per un periodo, deluso da quello prosaico affibbiatogli dai suoi (forse era un periodo LSD-free), avesse preso a chiamarsi Leaf.
Come siamo cambiati da allora. Oggi i nomi dello zeitgeist contemporaneo sono Chanel, Lexus… A quando una coppia di gemellini di nome “the Markets”?
PS Joaquin, c’è una Nissan che si chiama Leaf. È elettrica, diamine.
Ancora Kate Middleton
ma sull’Espresso.
