Una bella canzone

…come regalo natalizio per tutti coloro che si ostinano a capitare da queste parti ogni tanto. Loro si chiamano Jack Adaptor, alias Christopher Cordoba (music & words) e Paul Frederick (words & music), sono miei buoni amici e uno dei best kept secrets della capitale. Il pezzo si chiama “Burmah Gold”, dal loro prossimo album ancora inedito; accludo il testo evocativo di Paul, che ha a che vedere con la bulimia energetica dei nostri tempi e le catastrofi ad essa connesse.


Burmah Gold

thick fat tyres to run you down
and squash you like a beetle
a metal grille like teeth to bite
and grind you down to bonedust
little knowing
that the weaknesses are showing
now that the pipes are laid

the Burmah gold is flowing
is there gold in them there hills
remains the burning question
in vain prospectors chance their luck
encamped in tents of skin of stag and buck
they don’t notice that it’s snowing
now that the pipes are laid
the Burmah gold is flowing

is there enough to go around
can nature make a profit
the spills of black gold on the ground
are poison pools and no one wants to stop it
little knowing
with the folds of fortune growing
now that the pipes are laid
the Burmah gold is flowing
the Burmah gold is flowing 

www.jackadaptor.com

No, non è possibile ascoltare rock and roll con la neve

Semplicemente, sono come l’olio e l’acqua: restano ciascuno sulle sue. Meglio un po’ di sano sturm und drang romantico, magari dalla tastiera del pirotecnico Volodya, che di romanticismo se ne intendeva.

PS Non per i deboli di cuore.

La stella della sera

Ⓟ & ⓒ 1975 E.G. Records, Ltd

A Londra è già buio, fa un freddo cane, qualche settimana fa è uscita l’ennesima, promettente collaborazione del dottor Eno. Che io non ho ancora ascoltato, ma mi riprometto di farlo presto.

Anche per questo mi viene voglia di farvi ascoltare l’estratto di una sua vecchia collaborazione con il dottor Fripp, un altro che ha segnato le anse e le rientranze fluviali della mia formazione musicale. Non il celebre No Pussyfooting, ma il successivo The Evening Star, lavoro che loro stessi definirono non riuscito.

Eh già, proprio non riuscito, a cominciare dalla spellbinding title-track, che sto ascoltando proprio ora in mezzo al crepitio statico del vinile e che vi allego sotto.

Lasciate che il blu oltremare di questo brano percorra i vs. neuroni. Quel solo di Fripp, che si dipana liquido e sinuoso… è merce di ottima qualità.

Fragole e sangue 2010

a momentary lapse of discipline durante la manifestazione di ieri

Il Riformista di oggi giustappone le mareggiate di dissenso nei confronti dei tagli all’istruzione in Berlusconia… e in Gran Bretagna.

Grandchildren of Nuggets: Original Artyfacts from the Third Psychedelic Era (2010 – ?)

The Flamin' Groovies
The Flamin' Groovies

Un pezzo sull’Espresso di questa settimana sul New Sound della California. Il sottotesto del quale è che il Golden State rifiuta di smettere di sognare, proponendoci una terza ondata garage in meno di quarant’anni, sostanzialmente analoga alle precedenti, catturate dalle raccolte Nuggets (quella fondamentale) e Children of Nuggets.

Wake up, you spoiled brats. Grazie, però, per quella manciata di canzoni che puntellano egregiamente il sogno.

PS Per capire cosa intendo, un dolcetto servito dalle poco innocenti Dum Dum Girls, la difficilmente resistibile “Oh Mein Me“, tinta di oscurità… Weimariana (il pezzo è in tedesco).

Teenage Lobotomy

Hero Jamiro

Versante ludico: su Rolling Stone Italia di questo mese, c’è un’intervista spensierata a Jamiroquai, tornato a funkeggiare con un nuovo album. Sarà leggibile qui – come quella assai più pensierata a Jaz Coleman per Rockerilla – i primi di dicembre.

Nel frattempo, da queste parti si ascolta – con il dovuto ritardo – il singolo di Best Coast (“Boyfriend”: lobotomia da adolescenti tra l’irritante e il commovente, ve lo piazzo sotto), le Dum Dum Girls e altri giovani resuscitatori/trici dello surf-psych-beach-garage-noise pop.

Devo ancora capirne il senso, ma tant’è. Ho provato a spiegarlo in un pezzo in uscita su L’Espresso questo venerdì. Ho anche visto i Wavves and had good fun: ne scriverò qui prossimamente.

PS: Grazie a Onan per avermi fornito lo scan del pezzo, sottraendomi così agli eccessi di zelo della redazione di RS.