Tra-ghetti

Da Berlino a Calais, in quest’Europa culla del liberismo i muri non passano mai di moda. Parola di Robert Goodwill, (nomen omen) il ministro britannico conservatore per l’immigrazione, che ieri ha dichiarato con scoppiettante solerzia alla commissione parlamentare riunita a Londra per deliberare sulla situazione a Calais e Dunkerque: «Abbiamo già costruito la recinzione, ora stiamo costruendo il muro».
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Le primarie secondarie

Gran Bretagna. Ha tutti contro ma il leader di sinistra del Labour è il politico più popolare del regno. E nei sondaggi doppia il moderato Smith, fermo al 38%. Iniziato voto postale, i risultati il 24 settembre.

È stata l’estate più turbolenta per la Gran Bretagna dalla seconda guerra mondiale. Molto poté lo stress post-traumatico della Brexit, che ha catapultato Theresa May a Downing street dopo una breve e spietata resa dei conti fra i Tories e provocato nel Labour una lacerante frattura fra membri del partito che avevano eletto leader Jeremy Corbyn e i suoi colleghi deputati, che lo avevano sfiduciato a poche ore dall’esito referendario e dalle dimissioni di David Cameron. Continua a leggere “Le primarie secondarie”

Isola è un’isola è un’isola è un’isola

Se in isole come il Madagascar e l’Australia sopravvivono specie animali uniche al mondo, è grazie all’isolamento. L’isolamento, un po’ come il freddo, conserva. Ornitorinchi, lemuri e canguri non si sono estinti perché parte di ecosistemi insulari, cioè delimitati e remoti. Per isolarsi bene è dunque auspicabile stare su un’isola: prima ancora che dello spirito, un luogo del corpo, difficile da scoprire e da conquistare. Continua a leggere “Isola è un’isola è un’isola è un’isola”

Richard Seymour on Jeremy Corbyn

Richard Seymour è un saggista politico, attivista e blogger nordirlandese trapiantato a Londra. Ha scritto, tra gli altri, due libri sul fenomeno Corbyn, entrambi pubblicati da Verso: Corbyn: The Strange Rebirth of Radical Politics e Corbyn: Against All Odds, quest’ultimo uscito immediatamente dopo il fallito tentativo da parte dei parlamentari laburisti di destituire il leader. Il suo blog si chiama Lenin’s Tomb.

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Pfizer Smith

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Il Labour party dell’era Corbyn si legge parafrasando la celebre frase gramsciana: il vecchio partito muore e quello nuovo non riesce a nascere. O forse ci riuscirà solo scindendosi. Continua a leggere “Pfizer Smith”

Mai dire May

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«Meet the new boss, same as the old boss», cantavano gli Who. Ieri David Cameron e Theresa May si sono dati il cambio a 10 Downing Street, nella solita trafila ritual-protocollare così egregiamente sopravvissuta alla società di massa, ma stavolta condotta a tamburo battente, vista l’emergenza. May ha ricevuto l’incarico poco prima delle 19 di ieri, ora italiana, in una breve udienza di mezz’ora con Elisabetta II. Continua a leggere “Mai dire May”

L’aquila spennata

Nella Gran Bretagna post-Brexit le porte girevoli della leadership non si fermano un attimo. Ieri, proprio mentre Angela Eagle annunciava la propria sfida alla leadership del partito laburista, la sua omologa tory, Andrea Leadsom, convocava improvvisamente una conferenza stampa per ritirare la propria, consentendo così a Theresa May di diventare premier.

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