Exit stage left

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Bob Crow (al centro), con Tony Benn (a dx) nel 2007

Non tutta la sinistra laburista è per turarsi il naso e votare Remain. Ci sono comitati che hanno abbracciato l’idea di uscire dall’Europa che si rifanno alla tradizione più classica di euroscetticismo socialista dei Michael Foot, dei Tony Benn e del sindacalista ferrotranviario della Rmt Bob Crow scomparso prematuramente qualche anno fa. Oltre a Left Leave, il comitato nato su iniziativa del Socialist Workers Party di Alex Callinicos, c’è la campagna di Trade Unionists against the Eu (TuaEu). Abbiamo chiesto al suo direttore, Enrico Tortolano – nonno paterno di Sorrento -, un argomento persuasivo a favore di un’uscita dall’Ue da sinistra.

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Gli accorati appelli dell’1%

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Giovedì, le urne: David Cameron è in iperventilazione. In un contraddittorio televisivo di qualche giorno fa lo avevano accusato di essere un Chamberlain – in questo paese una delle offese più gravi che si possano fare a un uomo politico. Lui risponde a tanta infamia facendo appello a una retorica tutta churchilliana, ben sapendo che sono le ultime occasioni per scongiurare una vittoria del Leave al referendum di domani.

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Jo Cox – In memoriam

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Avrebbe compiuto 42 anni questo mercoledì la deputata laburista Jo Cox, se l’instabile fanatismo razzista di Thomas Mair non l’avesse uccisa giovedì scorso. Dopo la pausa di riflessione nel fine settimana, il Parlamento si è riunito in una sessione straordinaria per renderle omaggio. Continua a leggere “Jo Cox – In memoriam”

Paura e speranza: Sassoon su Brexit

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Allievo di Eric Hobsbawm, Donald Sassoon è professore emerito di Storia europea comparata presso il Queen Mary College, University of London, autore di una sequela di testi sulla storia del comunismo italiano, del socialismo e dei consumi culturali europei, ed è da qualche tempo al lavoro su un opus magnum sulla parabola del capitalismo globale. Profondo conoscitore dell’Italia, cura dal 2007 il festival storiografico genovese La storia in piazza, e i suoi libri sono tradotti in molteplici lingue. Quando si tratta di rivolgere lo sguardo alla cruciale data referendaria che attende il Regno Unito, il prossimo 23 giugno, non sembra nutrire troppi dubbi: l’incombente rischio di autoesclusione della Gran Bretagna dal consesso europeo sembrerebbe oscillare fra il tragico e il farsesco, ma potrebbe avere ripercussioni – reali – d’inusitata gravità. Continua a leggere “Paura e speranza: Sassoon su Brexit”

Restare per cambiare, una chiacchiera con Paul Mason

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È un appuntamento politico storico per il Regno Unito, il più importante dal secondo dopoguerra: un referendum che deciderà il futuro del paese e dell’Europa intera. Il prossimo giovedì 23 giugno, i cittadini britannici, più gli irlandesi e i cittadini del Commonwealth che risiedono in Uk, saranno chiamati a rispondere sì oppure no alla domanda: «La Gran Bretagna dovrebbe restare membro dell’Unione Europea o no?». Continua a leggere “Restare per cambiare, una chiacchiera con Paul Mason”

Unità nazionale

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È il momento del lutto nazionale. Attorno all’una di venerdì, esattamente a 24 ore dall’assassinio della deputata Labour Jo Cox da parte del 52enne Thomas Mair, una delegazione di Westminster composta dal primo ministro Cameron, il leader laburista Jeremy Corbyn, il deputato laburista di Leeds Hilary Benn e lo speaker della Camera dei Comuni, il conservatore John Bercow, si è recata nella piazza di Birstall, il piccolo centro dello Yorkshire occidentale che faceva parte della circoscrizione di Cox dove è stata assassinata, per rendere omaggio alla sua memoria.

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Ecce Britannia

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Il solerte martellamento sull’immigrazione delle ultime due settimane ha pagato. Sono un paio di giorni che i sondaggi danno in vantaggio il Leave di sei o sette punti e ormai panico (ed entusiasmo) sono diffusi. A destra come a sinistra, nella Camera dei comuni gli schieramenti sono agitati come i Martini dry del Bond nazionale.

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