La wikileaks che ha colpito i server della Mossack Fonseca, lo studio legale con sede a Panama specializzato nell’aiutare i milionari globali dell’un per cento a imboscare i propri redditi, leciti e non, per eludere ed evadere le tasse, continua a provocare il serio imbarazzo di David Cameron, l’unico primo ministro di un vasto stato europeo a essere stato finora chiamato in causa dalla pubblicazione di dati.
Author: leonardo clausi
Should we stay or should we go
La campagna referendaria prosegue febbrile, l’approssimarsi del 23 giugno, data in cui la Gran Bretagna voterà il referendum sulla sua permanenza nell’Unione Europea, porta con sé foschi presagi per Remain, il “partito” a favore di quest’ultima. Continue reading “Should we stay or should we go”
Morte di un’archistar

Qualche notte fa ho avuto un’esperienza iperreale. Attraversavo l’Olympic Park di Stratford, colossale cattedrale nel deserto, costruita per le olimpiadi del 2012 e consegnato puntualmente al disuso più totale. Ero Solo. Migliaia di metri quadrati di strutture sportive perfettamente deserte ma illuminate in un caleidoscopio disneyano mi sussurravano la loro costosa inutilità. Poi sono passato davanti al London Acquatics Centre, lo stadio del nuoto di Zaha Hadid che, silenziosamente sdraiato su un fianco come una grande balena spiaggiata, era l’unico edificio a non sembrare un rendering. E ne ho ammirato le forme.
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Immaginare il dall’alto

Due immense figure umane siedono sulle rive opposte di un corso d’acqua. Una è intenta ad ascoltare le onde sonore prodotte con quello che sembra un piccolo strumento dall’altra. Si intitola “Les rives”, è vasto 6400 metri quadrati, tanto da essere visibile dal satellite.
O la Borsa, o l’accoglienza
È il centro di accoglienza più grande d’Europa, che il ministero degli interni affida in appalto a imprese private, ed è passato recentemente di mano. Vi sono detenute circa un migliaio di persone, fra richiedenti asilo, migranti senza visto o dal visto scaduto o che hanno a carico precedenti penali e sono in attesa di rimpatrio, in una struttura abilitata a ospitarne un massimo di 661. E ora l’Harmondsworth immigration removal centre, vicino Heathrow, si trova in mezzo a un nugolo di polemiche per le condizioni disagiate in cui versano i suoi «ospiti».
Il Nettuno disarmato
È stata definita la più grande manifestazione anti nuclearista degli ultimi vent’anni. Circa sessantamila persone sono scese in piazza sabato scorso per gridare il proprio «no» al rinnovo del deterrente nucleare britannico Trident. Con in testa una schiera nutrita di celebrità e personalità politiche, il serpente umano si è snodato dal concentramento a Marble Arch fino al capolinea canonico delle manifestazioni londinesi, la piazza di Trafalgar Square, dove fino al tardo pomeriggio si sono susseguiti gli interventi.
Brexit Johnson: fuori dell’Europa, dentro Downing Street
Tapino David Cameron, cui non è dato assaporare l’effimero nettare della vittoria. Nemmeno era rientrato da Bruxelles, raggiante e con in tasca i termini della rinegoziazione della partecipazione britannica all’Ue strappati ai suoi colleghi europei, che già incassava la defezione del rivale: il dotto, giullaresco e assai apprezzato sindaco di Londra Boris Johnson.
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L’euroascetico
Se Atene piange, Sparta non ride. Ed è lecito sospettare che, dopo la dimostrazione di spettacolare disunità offerta dal Labour sulla questione degli armamenti nucleari e dell’intervento militare in Siria, Jeremy Corbyn stia segretamente godendosi la resa dei conti da film splatter che la minacciata uscita della Gran Bretagna dalla Ue sta provocando tra le file dei conservatori. Il volto gonfio di stanchezza e le borse sotto gli occhi di un Cameron stravolto, riunito fino all’alba con le sue controparti europee in negoziati dove si frantumano capelli in quattro soprattutto per placare lo scontento interno al suo partito, proiettano all’esterno l’affettazione di uno stakanovismo sempre sul punto di trasformarsi in un involontario quanto beffardo boomerang.
È finita la carta
«Il Daily Mirror è letto da quelli che credono di governare il paese, il Guardian da quelli che pensano dovrebbero governarlo, il Times da quelli che — in effetti — lo governano; mentre il Daily Mail è letto dalle mogli di quelli che governano il paese, il Financial Times da quelli che lo possiedono, il Morning Star (quotidiano comunista, tuttora in auge, ndr) da quelli che pensano che debba essere governato da un altro paese, mentre il Daily Telegraph da quelli che pensano già lo sia. (Ai lettori) del Sun, non interessa chi governa il paese: basta che abbia delle grosse tette».
Contratto coatto
Dopo due scioperi in due mesi, di cui l’ultimo mercoledì, varie manifestazioni di protesta e la cancellazione di 6.000 interventi chirurgici, sul rinnovo di un contratto di lavoro i cui termini attuali risalgono agli anni Novanta, è muro contro muro fra governo e circa 45.000 giovani medici inglesi (junior doctors).