Natalja Gončarova alla Tate Modern

La mostra dedicata a Natalja Gončarova (1881-1962), dal 6 giugno all’8 settembre nelle Eyal Ofer Galleries della Tate Modern, è organizzata con la collaborazione di Palazzo Strozzi di Firenze e l’Ateneum art museum di Helsinki. Copre tutta la produzione dell’artista, dai lavori giovanili alle sue ripetute incursioni nel mondo della moda e nel design d’interni, compresa la preziosa collaborazione con i Ballets russes di Djagilev.

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Ribellarsi, o estinguersi. Intervista con Roger Hallam di Extinction Rebellion

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Non sono qui per cambiare il mondo, ma per dire la verità. Ora, perché fra trent’anni sarò morto… Roger Hallam, uno dei leader e fondatori di Extinction Rebellion non si concede il lusso del dubbio o dell’esitazione. Lo abbiamo raggiunto dopo l’ondata di mobilitazioni che ha paralizzato il traffico della capitale per giorni mandandola in tilt, con attivisti letteralmente incollati ai treni della metropolitana, arrestati a centinaia. Ai presidi hanno parlato, tra gli altri, Greta Thunberg (arrivata in treno, da Stoccolma) ed Emma Thompson (in aereo, da Los Angeles).

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La resistibile ascesa di Boris Johnson

 Boris Johnson

Il reality contest che è la corsa alla leadership Tory ha finora prodotto quattro semifinalisti e un trombato, Dominic Raab. Per superare l’assicella serviva un minimo di 33 voti da parte dei 313 colleghi deputati.

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Cosa sta succedendo a Julian Assange II

Julian Assange dovrà aspettare l’anno prossimo per conoscere il parere della corte sulla richiesta, avanzata da un tribunale della Virginia, della sua estradizione negli Usa. Il prossimo 25 febbraio 2020 comincerà l’udienza, della durata di circa cinque giorni, che produrrà il verdetto. È la decisione presa dal tribunale di Londra dopo che giovedì il ministro dell’Interno Javid aveva firmato detta richiesta.

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Cosa sta succedendo a Julian Assange

Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange

Il ministro dell’interno britannico Sajid Javid – nonché concorrente minoritario nella duplice corsa alla leadership di partito e Paese attualmente in atto – ha firmato la richiesta di estradizione negli Usa di Julian Assange. Spetta oggi al tribunale in cui gli statunitensi hanno presentato la formale richiesta, a un pelo dalla scadenza la scorsa settimana, pronunziarsi contro o a favore dell’estradizione. Ma ora, il rischio di un suo processo punitivo in quel Paese è sensibilmente aumentato.

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Good Riddance, Theresa

Come annunciato un paio di settimane fa in un toccante discorso di commiato che ci ha riportato ai tempi della nostrana Tv del dolore (fisico), ieri Theresa May ha dato le dimissioni da leader del partito conservatore. May l’icona dell’empowering pseudofemminista, irriverente solo nelle scarpe nonostante il bracciale con l’effigie dell’incolpevole Frida Kahlo, finalmente gira i tacchi leopardati. Resterà prima ministra fin quando la procedura interna al partito non avrà eletto colei/lui che le succederà.

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Donald Trump a Londra II

Londra ha accolto Donald Trump con il suo miglior grigiore, la sua migliore pioggia, i suoi migliori manifestanti. E mentre il pallone gonfiato con l’effige del presidente degli Stati uniti sventolava irriverente sulle decine di migliaia di teste accorse a dire no al rituale diplomatico ossificato, vuoto e opulento riservatogli, l’effigiato – non meno gonfiato – continuava il tour delle massime cariche dello stato britannico.

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The ides of May send Tories into disarray

(Il manifesto global – Originally published in Italian on May 25, 2019 https://ilmanifesto.it/le-idi-di-may-la-premier-capitola-tories-allo-sbando/)

In the end, the end of May brought the end of Theresa May: her own Ides of May (if we may). She announced on Saturday morning that she would leave on June 7, after trying and failing for the umpteenth time to save her Brexit agreement with the EU, running again into the now-familiar wall of hatred and mockery from within her own party and losing yet more people from her already-battered government.

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