La botte piena e il marito ubriaco

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Avere una costituzione non scritta è assai ecologista, permette un prezioso ed encomiabile risparmio di carta. Ma provoca anche effetti imprevisti e indesiderabili, come lo scontro di qualche giorno fa tra Jeremy Corbyn — che nonostante sia stato fasciato in frac istituzionali e forzato a indossare papaveri di plastica (i beneficenti «poppies» in solidarietà ai caduti di tutte le guerre) sul bavero della giacca, si ostina a mantenere le sue intollerabili posizioni antinucleariste — e il capo di stato maggiore dell’esercito Nicholas Houghton.

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The Opium of the Poppies

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I have lived in the capi­tal of the remar­ka­ble coun­try that is Bri­tain for some 20 years now, long enough to learn a thing or two about it. As a young Ita­lian man, hun­gry for art and music, I grew up in the spell of the sup­po­sed supe­rio­rity of its popu­lar culture. This place is so many inte­re­sting things at once.

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Against austeritarianism

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Bri­tish stu­dents have descen­ded again on the streets to claim the right to study, under assault as never before from the Con­ser­va­tive govern­ment. The pro­test, orga­ni­zed ini­tially by mem­bers of the Natio­nal Cam­paign Against Fees and Cuts, even­tually won the bac­king of many other stu­dent orga­ni­za­tions in the wake of dra­co­nian cuts and unsu­stai­na­ble increa­ses in tui­tion fees dic­ta­ted by the Tories’ auste­rity agenda.

The rest on the newly-launched, impossibly glamorous global edition of Il manifesto

Contro la svolta austeritaria

Gli stu­denti bri­tan­nici sono scesi ancora una volta in piazza per riven­di­care il diritto allo stu­dio, sotto assalto come mai prima da parte del governo con­ser­va­tore in carica. La mani­fe­sta­zione, orga­niz­zata ini­zial­mente dai mem­bri della Natio­nal Cam­paign Against Fees and Cuts, ha finito per rice­vere l’adesione di molte altre orga­niz­za­zioni stu­den­te­sche sulla scia delle tagli dra­co­niani e degli aumenti inso­ste­ni­bili delle tasse uni­ver­si­ta­rie det­tati dall’agenda «auste­ri­ta­ria» dei Tories.

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Fat Cuts

UnknownWe have recently learned that the multimillionaire Andrew Lloyd Webber, the lifelong Peer who has graced our ears and eyes with countless schmaltzy musicals (wretched genre, if you ask me), has dutifully rushed back in business class from New York just in time to vote for George Osborne’s repellent tax credit cuts.

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What an upper class hero!

I herewith launch a petition on Change.org to have his worldwide hit, Cats, rechristened “Fat Cats.”

L’eresiarca

Mai come nel caso del neoe­letto lea­der del Labour Party, Jeremy Cor­byn, si era inver­tita la pira­mide gerar­chica all’interno di un par­tito di oppo­si­zione, con la base che ha spet­ta­co­lar­mente scip­pato il timone alla diri­genza. E le con­se­guenze sono dirom­penti, sia per le riper­cus­sioni negli equi­li­bri interni al par­tito e nella pro­pa­ganda dei con­ser­va­tori – il cui con­gresso, tenu­tosi a Man­che­ster, si è appena con­cluso — che per via dell’ormai ben nota ere­sia cor­by­niana su due car­dini dello sta­tus quo politico-istituzionale del paese: gli arma­menti nucleari e la monar­chia.

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Il Rembrandt di Camden

Presso la stazione ferroviaria di Liverpool Street, nell’East end londinese, da qualche anno sorge un piccolo memoriale in bronzo dell’artista Frank Meisler: cinque figure di bambini con i rispettivi bagagli, appena scesi dal treno e in attesa di qualcuno che li accolga. Dall’espressione composta, pur nell’incertezza di un imminente futuro ignoto, sui loro volti si coglie l’aspettativa curiosa e trepidante dell’infanzia traumatizzata.

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