Harry Windsor, noto anche come Principe di Galles, ha soccorso l’amico d’infanzia Thomas van Schaufensterpuppen che era rimasto chiuso vivo nella Bentley del padre con il riscaldamento al massimo.
Author: leonardo clausi
Umano, troppo umano
Christopher Hitchens ha perso la sua battaglia contro il cancro. Anzi, come diceva lui, usando un termine che non poteva essergli alieno, “resistenza”. È stato un uomo importante, uno che cercava la controversia come un cane da tartufo, e quando la trovava ci si crogiolava con l’entusiasmo di un bambino.
Gift of God
The name Theodor, in ancient Greek means “gift of God”. Good, old cantankerous Theodor Adorno knew a thing or two about what we are living through.
Where Italy’s saviour is coming from
Italy used to have a clown as a Prime minister. Now it has a sober, thoughtful, softly-spoken and respectable economist at its helm, the sort of guy you would definitely buy a second hand car from. Of course, behind the unassailable image, there is a most disquieting truth.
Il piccolo rifiuto di Cameron
Il no di Cameron all’Europa di Merkozy, oltre all’ennesima calata di brache di un leader di fronte all’autorità “dei mercati”, significa sancire la protezione degli interessi della City, che solo per un “accidente geopolitico” si trova a Londra. Non sono quindi interessi nazionali nei termini a cui ci hanno abituati le dinamiche storiche del XX Secolo. I mercati sono ovunque e la loro aggregazione è la City. Si potrebbe dire che è Londra che Cameron difende, una città definitivamente post-britannica.
Tempo di festività
Massiveheadoccupyradioattack
Thom Yorke e Robert del Naja appaiono a sorpresa ad un party di Occupy in una banca abbandonata ad Hackney. Dal loro dj set verrà tratto un disco scaricabile on line a un prezzo “a sottoscrizione” come si dice dalle nostre parti, gli incassi verrano devoluti ai vari movimenti di campeggiatori protestatari (oddio, ho usato una formula che avrebbe potuto essere del Giornale). Qui il video, l’etichetta si chiama Occupation Records.
LouLou
Non ho ancora sentito il disco di Lou Reed e Metallica, ho paura di farlo e non perché “già so che non mi piacerà” bensì proprio perché temo che non mi piacerà. Li ho visti da Jools Holland un mesetto fa, una jam intensa un po’ maldestra, un sacco di energia che sembrava spesa più a sottolineare la partnership, il fatto di vedere sullo stesso palco due realtà culturali così diverse e così simili a un tempo, che la convinzione della qualità di ciò che stavano suonando. Voglio solo fare un discorso, diciamo premusicale, sul significato allargato che ha questa strana coppia.
La rivolta degli schermi al plasma
La storia d’Europa è piena di rivolte e guerre popolari per generi di prima necessità. Nel medioevo ci si ribellava spesso per la soddisfazione di bisogni primari, come il sale e il pane; quest’estate a Londra ci si abbandonava alla soddisfazione dei bisogni primari odierni, arraffando scarpe da ginnastica e schermi al plasma. E mentre lo scorso agosto le città di mezza Inghilterra bruciavano del fuoco della guerriglia urbana per quattro giorni e quattro notti, David Cameron era in Toscana che assaporava la dolcezza rinascimentale del Chiantishire sulle orme di Harold Acton.
Clarkson, i sindacati e la pena di morte
Jeremy Clarkson è un imponente omone che ama le auto rombanti e odia gli alberi. Il suo orizzonte è fatto di cavalli (motore) e idrocarburi, è un apostolo dell’automobile. Il suo programma è uno dei più seguiti della televisione di questo paese, si chiama Top Gear e parla appunto di automobili. Clarkson è quello che qui si definirebbe un “controversial character” un personaggio controverso, una delle formule più diplomatiche che questa lingua diplomatica adotta ogni qualvolta deve definire qualcosa o qualcuno di amato e odiato ad un tempo.





